Continua il racconto a puntate dell’Edumotional tour fra i Monti Dauni, narrato da Paola Maria Raimondi.
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CANDELA
Arrivando a Candela (Cannéla, in dialetto locale), che dista circa 11 km da Rocchetta, ecco lo stupore per il bianco paesino sopra le dolci ondulate colline.
Inserita tra i Borghi autentici d’Italia, conta tra i due e i tremila abitanti ed è a rischio di spopolamento. Ed è un vero peccato.
Candela ha una storia antica: soggetta a numerose successive dominazioni, con Federico II di Svevia visse un periodo di grande splendore.
Oltre a conservare il suo sapore aspro e rurale, che pare immutato nel tempo, affascina con l’intrico di strade che salgono e scendono, le poche voci udibili che si rincorrono nell’aria e notevoli monumenti di carattere storico e religioso.
Annovera edifici barocchi e numerose chiese, tra le quali visitiamo la Chiesa madre o della Purificazione della Vergine Maria, che risale al XVI secolo.
All’interno, la mia attenzione è catturata da una antica statua della Candelora.
Ma la storia di Candela (e alcuni resti) ci raccontano anche di un castello: edificato, più volte distrutto e poi ricostruito.
Nella toponomastica è evidente la zona occupata dall’antica rocca.
L’edificio che oggi vanta l’onore di presentarsi come “il castello” è un edificio costruito negli anni trenta del secolo scorso, munito di merli e torretta, come richiesto da un castello che si rispetti.
Ci guida, in un percorso dettato dalle tracce della storia, uno studioso del luogo, Giuseppe Guarini, tanto appassionato da risultare commovente.
Lo accompagna il suo fedele cagnolino, che sosta e riprende il cammino con noi.
Il sindaco, Nicola Gatto, offre duemila euro a chi con la famiglia si trasferisce qui, occupando le case rimaste vuote.
Glielo auguriamo di cuore, mentre ci allontaniamo da un borgo che meriterebbe un radioso futuro.
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Edumotional tour Monti Dauni prima parte – Rocchetta S.Antonio



















