(stralci di diari di viaggio)
Stasera piccola festa per (e fra) noi del gruppo di lavoro i questo hotel – ritiro d’acqua e alberi ai confini della foresta berlinese.
Abbiamo (alcuni di noi) cucinato (ricette rumene, giapponesi e finlandesi, ma le nazionalità includono anche Spagna, Italia – io – Corea e Germania), con sottofondo musicale, nella grande e accogliente cucina del quinto piano.
Fluttuo a mio agio, in questo Presente privo di passato e futuro, che non chiede dimostrazioni di valore né giustificazione di presenza – assenza.
Uno di quei momenti che illuminano tutto ciò che li ha preceduti – abissi in primis –
E’, adesso, e domani mattina sarà già evaporato, lasciando una scia del suo profumo.
Facendosi ingrediente del prossimo viaggio.
Sono grata agli apparenti ostacoli e limiti che mi hanno condotta qui, a vivere questo straordinario momento, in questo luogo, con queste persone.
Grata alla capacità di trasformare e farne nutrimento caldo e pieno di amore; grata alla persona così diversa e allo stesso tempo, in essenza, sempre uguale che attraversa questo non luogo – non spazio che è il Tempo.
[…]
Questo momento racchiude tutti coloro che ho amato, e che amerò.
I luoghi che sono casa e quelli che sono state preziose stazioni di passaggio.
Perchè viaggiare è anche e soprattutto questo.
