Filippo Timi si conferma attore e autore sopra le righe anche con il suo ultimo spettacolo, Skianto, che è stato presentato al Teatro Niccolini di Firenze nel gennaio di quest’anno.

Ispirandosi alla storia di una cugina, Timi la traspone in un copione dove un Filippo bambino si prende carico della voce della cugina disabile, impastandola con la sua: la voce di un se stesso dal corpo contratto e stirato in innumerevoli smorfie di dolore, che da quella stessa sofferenza trae spunti per ribaltare il mondo delle apparenze, e trasformarlo in un immaginifico e straniante luna park.
Alle acrobazie fisiche e verbali, materia cruda e a tratti sfrenata, si alternano spezzoni video della cultura pop degli anni ’80, immersi in una scena dai colori saturi e dalle forme kitsch.
Le parole di Timi sembrano quasi sprigionare un odore, forte e penetrante, che sa di rabbia, dolore e sudore: la sua voce roca e lasciva alla Carmelo Bene le strascica, le arrotola, le lancia in aria e le riafferra con un gesto felino del corpo che si contorce, tormentato e agitato dall’arroventarsi di desideri di fioritura ed esplosione.
In scena con Timi il musicista Salvatore Langella, vero e proprio personaggio secondario sulla scena, interpreta canzoni della tradizione nazional-popolare degli stessi anni ’80 (riadattate insieme allo stesso Filippo Timi), creando intermezzi che, insieme alle immagini video, contribuiscono all’atmosfera straniante dello spettacolo.
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Crediti:
Skianto
uno spettacolo di Filippo Timi
con Salvatore Langella
luci: Gigi Saccomandi
costumi: Fabio Zambernardi
canzoni: Filippo Timi e Salvatore Langella
assistente alla regia: Daniele Menghini
