Angelo Loconte , artista, artigiano e creatore di visioni, è di origini pugliesi e vive a Berlino da molti anni. Angelo è stata la prima persona che ha accolto l’invito all’Incontro per Radici di Casa: con lui ho condiviso una lunga chiacchierata che ha evocato la imprescindibile commistione fra vita e creatività insita nell’essenza di un artista.
Non ho ancora ricevuto tutte le risposte alle domande che ho posto ad Angelo per completare il dialogo-intervista su Radici di Casa: ognuno ha tempi e modi diversi per rispondere ad uno stimolo che tocca temi tanto intimi e profondi come le radici della vita, e io ne ho il massimo rispetto.
Angelo mi ha però fatto dono di parole che ritengo preziose, e ho deciso quindi di pubblicare lo stesso il suo contributo, che inaugura questa piccola galleria di viaggi fra vita, intercultura, scambio e ricerca incessante di bellezza.

Ho conosciuto Angelo Loconte molti anni fa a Milano, da The Bag Art Factory, un luogo di arte pullulante e indipendente. Angelo era noto soprattutto per le sue originali creazioni di sedie artistiche e le sue opere realizzate con materiali di recupero.
Angelo è poi approdato a Berlino, dove è diventato uno degli artisti inquilini della storica Tacheles Kunsthaus, purtroppo smantellata nel 2013.
Angelo Loconte nasce in Puglia, vive lunghi anni a Milano, e ora abita e crea a Berlino, in uno spazio ospitato nel cortile interno dell’ostello Plus Berlin.














Cosa è per te, “Casa”?
E’ un po’ di tempo che dico che la casa è dove non c’è. La casa è nel cuore, fin qui ci siamo, solo che quando l’ho scritto non mi convinceva più.
Certo si fa presto a dire casa quando una casa fisica con famiglia annessa non ce l’hai più da dieci anni. Io una casa non ce l’ho, risposi a Edo, un anziano milanese con idee che non condividevo, e quando mi disse di portarmi i rifugiati a casa mia, dopo che dichiarai che il mondo non era di nessuno e ognuno poteva andare dove gli pareva, lì realizzai che non avendo una casa, avevo me stesso, o meglio solo me stesso, il che non era poco.
Quindi, casa è dove qualcuno è disposto ad ascoltarti, dove non hai paura e possa riposare, appunto la casa è nel cuore dove risiede l’emozione e la consapevolezza di essere ed esserci, ma non è sempre cosi, poi una mattina ti svegli in un qualsiasi posto e sei a casa.
(Radici di Casa, Berlin – prima puntata)
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adici di Casa è un progetto di fotografia e racconti ricevuti in dono: da parte di italiani che vivono all’estero e di stranieri che vivono in Italia.
Questo progetto nasce dall’esigenza di una ricerca sul concetto di radici – in senso interiore e culturale – e al tempo stesso come un modo per diffondere la bellezza della diversità, racchiusa nelle molteplici culture del mondo.
Le persone che incontro mi accolgono nello spazio intimo della loro casa, oppure nel luogo dove svolgono l’attività attraverso la quale parte della loro esistenza scorre, nella città e nel paese dove si trovano a vivere i loro giorni.
Mentre mi porgono il racconto di stralci del loro Viaggio, con la macchina fotografica ritraggo i loro lineamenti e quelli del luogo che come un guscio li avvolge, e svolge il loro essere qui, ora.
A loro in cambio io offro ascolto, insieme a un foglio fitto di domande alle quali, dopo aver lasciato sedimentare il silenzio, risponderanno, ognuno con il tempo che gli è proprio.
Le tappe di Radici di Casa sono state finora Berlino, Barcelona e Milano.
adici di Casa è un progetto di fotografia e racconti ricevuti in dono: da parte di italiani che vivono all’estero e di stranieri che vivono in Italia.
Questo progetto nasce dall’esigenza di una ricerca sul concetto di radici – in senso interiore e culturale – e al tempo stesso come un modo per diffondere la bellezza della diversità, racchiusa nelle molteplici culture del mondo.
Le persone che incontro mi accolgono nello spazio intimo della loro casa, oppure nel luogo dove svolgono l’attività attraverso la quale parte della loro esistenza scorre, nella città e nel paese dove si trovano a vivere i loro giorni.
Mentre mi porgono il racconto di stralci del loro Viaggio, con la macchina fotografica ritraggo i loro lineamenti e quelli del luogo che come un guscio li avvolge, e svolge il loro essere qui, ora.
A loro in cambio io offro ascolto, insieme a un foglio fitto di domande alle quali, dopo aver lasciato sedimentare il silenzio, risponderanno, ognuno con il tempo che gli è proprio.
Le tappe di Radici di Casa sono state finora Berlino, Barcelona e Milano.
