Villa Sormani Marzorati Uva è stata una scoperta inaspettata, giunta grazie a un evento organizzato dall’associazione culturale Lombardia Segreta, la cui attività di promozione culturale è volta a far conoscere i luoghi più significativi del territorio lombardo.
La visita allo splendido palazzo seicentesco nel quale si sviluppa la villa, che si trova nel centro del paese brianzolo di Missaglia, è stata condotta dal padrone di casa in persona: il conte Alberto Uva, uomo di cultura che alla cultura dona tempo e risorse, ospitando eventi artistici e culturali nella sua dimora nobiliare attraverso il progetto “Arte e Cultura Villa Sormani”, volto a recuperare la memoria storica e la cultura del territorio, che sono al contempo spunto per creare nuovi paesaggi culturali nel presente e per il futuro.

Alberto Uva è anche un esperto conoscitore della storia, e ne dà prova durante le visite che guida nella villa di famiglia.
Le origini di Villa Sormani Marzorati Uva risalgono al 1300, quando la famiglia Pirovano erige sulle rovine di un castrum romano un palazzo che prende il nome di Santa Maria in Villa, dalla cappella dedicata alla Beata Vergine presente in loco. Il palazzo passerà poi nel 1500 alla famiglia Sormani, nel frattempo diventati Signori di Missaglia, e subirà nel corso del tempo diverse trasformazioni.
La villa attuale è il risultato dell’ultimo ciclo di restauro, concluso nel 1720.

Villa Sormani Marzorati Uva si sviluppa su tre piani, e si affaccia su un bellissimo parco popolato da alberi centenari.

Il conte Alberto Uva si propone come un moderno Cicerone, e con eloquenza pari a quella dell’oratore romano conduce la visita attraverso alcune delle numerose stanze di Villa Sormani Marzorati, ammantate di storia e arte; la visita parte dalla chiesa di Santa Croce – risalente al 1284, dove il conte ci accoglie presentando la storia della villa e i progetti culturali ad essa connessi, per poi proseguire nel porticato, che ospita un prezioso reperto storico: due colonne in arenaria del VII sec. a.C. recanti scritte in alfabeto etrusco.


Nella sala della musica (che abitualmente ospita concerti di musica da camera e operistici) incontriamo un attore che dà voce alla figura del conte Paolo Sormani ,raccontando la sua storia e le vicende storiche che hanno fatto da sfondo alla sua vita in villa.
La villa racchiude anche un piccolo museo che raccoglie uniformi, bandiere e stendardi e strumenti usati nelle più celebri guerre di epoca contemporanea.
Ogni stanza meriterebbe un approfondimento a parte, tale è il bagaglio che racchiudono, come tanti piccoli scrigni.
La villa è stata anche protagonista di un servizio realizzato dalla RAI e di un romanzo di Paola Gsheidel dal titolo Quando saprò chi sono, ambientato nei suoi eleganti spazi.
Per avere un assaggio delle bellezze di Villa Sormani Marzorati è possibile visitare il sito ufficiale della villa, dove si trova anche il calendario degli eventi in programma, che si spera possano riprendere a breve dopo un intervallo troppo a lungo imposto all’arte, alla cultura, e al vivere collettivo in generale.
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