(Introduzione di Paola Maria Raimondi)

Ho conosciuto Lorenzo tanti tanti anni fa, all’inaugurazione di una sua personale sui cavalli.

Ricordo che indossava giacca e pantaloni di lino bianco, un aperto sorriso e occhi di un azzurro intenso.

Dopo le presentazioni di rito e la visita alla mostra, la conversazione si spostò sulle sue origini e la sua storia: l’infanzia povera, lo “sbarco” al nord, i primi soldi spesi a raccogliere cavalli qui e là, e dare inizio alla sua grande collezione; ma mi parlò anche della Sicilia, di mare, di cucina…e di pasta con le melanzane…Mi disse che gli piacciono molto le melanzane; e anche a me.

Accordo perfetto, dunque.

Col trascorrere degli anni, il primo incontro si è trasformato in autentica, profonda amicizia.

Alla prima mostra cui ho partecipato sono seguite altre mostre; e incontri, condivisioni, chiacchierate, sostegno reciproco e verità.

Perchè Lorenzo è uomo schietto e non risparmia il suo pensiero, esprimendoti a voce alta il suo parere, con consigli, avvertenze, intuizioni..

Sono stata spesso a trovarlo a casa sua, nella mitica casa affacciata sui Navigli: fitta fitta di oggetti da collezione, libri, quadri appesi ai muri, tele in divenire e, soprattutto, cavalli, di ogni dimensione e provenienza.

Ammiravo alcuni cavalli alti alti, direi di un’altezza statuaria, che sarei stata tentata di cavalcare, o di accarezzare, almeno.

Con gli occhi vitrei ti guardano e ti raccontano avventure, ti parlano di mondi tutti da scoprire, perchè serbano per sé misteri imperscrutabili.

Non so pensare a Lorenzo senza i suoi cavalli.

Lorenzo Pianotti posa accanto ad uno dei cavalli più imponenti della sua vastissima collezione

Lorenzo, cosa è per te la gentilezza?

La gentilezza è sorridere a qualcuno, mostrare un certo piacere a vedere quella persona, o si può essere gentili anche con un fiore.

Secondo te, la gentilezza è ancora di moda al giorno d’oggi?

Purtroppo non credo che sia di moda, ma credo che sia una cosa molto importante, quindi anche per quelli che non la usano, io dico che la gentilezza non è di moda: ne abbiamo bisogno.

Perchè ne abbiamo bisogno?

A me è capitato, per esempio, di incontrare una signora che non conoscevo, magari una persona non giovanissima, e accennare un sorriso…anche questa è gentilezza, è aprirsi all’altro.

Secondo te, un mondo senza gentilezza come sarebbe? un mondo senza gentilezza avrebbe ragione di esistere?

Un mondo senza gentilezza sarebbe come un mondo fatto solo di animali; ma in questo caso offenderei gli animali che, non sappiamo, magari sono più gentili di noi…

Secondo te gli animali sono più gentili di noi?

Forse sì, perché sono meno calcolatori di noi.

Quindi un mondo privo di gentilezza non sarebbe auspicabile, o potrebbe andare avanti anche così?

No, spero di non esserci, quando non ci fosse più gentilezza.

Secondo te la gentilezza è una caratteristica, una peculiarità più maschile o più femminile? In poche parole: sono più gentili gli uomini o le donne?

Sono gentili anche gli uomini quando esercitano la loro parte femminile. Le donne sono più gentili perché sono madri, fanno crescere i figli, ci danno la vita e anche l’educazione; quindi stanno più con noi e penso che una parte femminile noi uomini dobbiamo averla per stare meglio.

Quali sono in tre parole le qualità positive della gentilezza?La gentilezza è…

La gentilezza è grazia, è bellezza, romanticismo e bene.

Un dettaglio visivo della collezione di Lorenzo Pianotti, che oltre al soggetto principale – i cavalli – include altri oggetti di antiquariato

Ricordi un atto di gentilezza particolare che tu hai compiuto e che ti è rimasto impresso?

Quest’anno è stato difficile mostrare gentilezza, perché siamo tutti coperti da una maschera orrenda. Però, se ritorno indietro nel tempo, mi rendo conto che la gentilezza a volte è accennare un sorriso a una persona che non conosci e se sei su un mezzo di trasporto pubblico, offrirle il posto a sedere.

Puoi isolare, tra tutti gli atti gentili che tu hai compiuto, uno in particolare, raccontando magari l’episodio?

Quando abitavo a New York, sapevo che una giornalista si era ammalata, abitava vicino a Central Park. Io avevo l’indirizzo della sua abitazione e decisi di andarla a trovare, senza preavviso. Lei si commosse.

Era una persona non molto giovane e abbastanza su di peso. Anche quello per me è stato gentilezza. Mi ringraziò in una maniera dolcissima, anche perché vivere a New York, in mezzo ai grattacieli, e stare male, è difficile per tutti, ma ancora di più per una persona avanti con l’età e che ha un peso molto importante.

Lorenzo Pianotti

Ricordi invece un atto di gentilezza verso di te, che ti ha sensibilmente colpito?

In questo momento mi ricordo, non un atto di gentilezza, ma un atto di gioia. Ero alla Scala e prima di entrare tutti nei nostri palchi, mi presentarono un signore. Io notai subito una spilla che aveva e dopo qualche secondo gli dissi: “Che bella questa spilla!”. Era una spilla da cravatta sulla giacca. Il signore dopo due secondi si tolse la spilla e mi disse: “Io gliela regalo.” Era d’oro con piccole pietre azzurre. Ora la conservo da qualche parte in casa. Un atto gentile e generoso.

Ora farò un elenco di diversi elementi. Domando, ad esempio: Qual è il colore, tra tutti i colori, il più gentile?

Il più gentile credo sia l’azzurro, che rappresenta il cielo, la luminosità, ma anche la speranza, “è un altro giorno…” Mi piacciono tanti colori, ad esempio l’arancione, ma credo che l’azzurro sia il massimo. Il mare no, perché col cambiare delle nubi, cambia colore. Poi nel mare c’è vita, il cielo è sempre cielo, anche da un altro pianeta a migliaia di chilometri da noi, quindi dire azzurro cielo è il massimo.

Fra i fiori, quale sceglieresti come “essere gentile”? Quale fiore rappresenta per te la gentilezza?

Ci sono tanti fiori che mi piacciono: l’orchidea, la ginestra, però mi viene in mente la margherita: più di tutti, perché tu la puoi sfogliare e ti dà tante risposte: “sì, no”…e perché poi ti dà delle possibilità, delle risposte, ti si offre.

Fra le città, in base alle tue esperienze vissute, o in base all’immaginato, quale è gentile?

Dico una cosa e poi mi contraddico: Taormina è gentile e nello stesso tempo è la meno gentile, perché è opportunista, perché gli abitanti sono gentili, ma tutti hanno un negozio, una discoteca…poi c’è una vista meravigliosa…

Allora a Taormina dove sta la gentilezza?

C’è un’apparenza di gentilezza.

Quale altra città è genuinamente gentile?

Non riesco a scegliere, perché tutte le città hanno il pro e il contro.

Pensando solo all’architettura, al paesaggio, alla struttura, all’immagine che dà, quale città sceglieresti?

Forse Milano, perché in fondo è una città che offre tante possibilità.

New York, dove ho vissuto, è una città fredda, con grandi distanze. Devi fare cento piani in ascensore; quindi, anche se fosse gentile, la sua è una gentilezza da raggiungere. Direi proprio Milano, perché mi ha dato tante possibilità, molta gentilezza da parte delle persone.

La gentilezza è misurata e commensurata con chi sei tu, perché spesso le persone sono gentili per ottenere qualcosa .

Ricordo una persona che viveva a New York, era giornalista per uno dei grandi magazzini di moda: eravamo andati alle Isole Vergini per un servizio fotografico. Lei apparentemente era gentile con me, mi faceva il filo e io non lo avevo capito. Io avevo 28 anni e lei circa 48. Aveva un obiettivo da raggiungere. Mi disse che voleva ritirarsi in campagna e mi chiese se volessi andare con lei.

Fra le opere d’arte, quale, in campo pittorico o architettonico o scultoreo, consideri gentile?

Il bacio” di Hayez, perché si tratta di un bacio e insieme di un atto gentile: due persone si porgono l’una all’altra. Però gentilezza è anche un mazzo di girasoli disegnato da Van Gogh…la gentilezza è l’espressione della Gioconda.

Fra gli animali quale consideri più gentile? (a prescindere dal fatto che tu vivi con un cane)

Abiti e cavalli: Lorenzo Pianotti ha lavorato a lungo come indossatore nell’ambito della moda internazionale

Un animale che più che gentile rappresenta la grazia è il pulcino: ti viene sempre incontro, ti gira intorno, aspettando che tu gli dia qualcosa…

Hai mai avuto con te un pulcino?

Sì, io ero innamorato delle galline e prima lo ero stato dei pulcini .

Infatti costrinsi mio padre a costruire un pollaio a due piani: in un piano , quello sopra, avevo messo un coniglio, che avevo fatto accoppiare, mentre nel piano sotto c’erano le galline , che prima erano pulcini .

Un mio amico, Antonio, che è stato un compagno di vita per me molto importante, e che purtroppo è morto qualche anno fa,

Così avevo galline, pulcini, conigli e un giardino, con una mimosa che avevo piantato. Poi avevo fatto le aiuole, avevo comprato una rosa , i gladioli, costruendomi un mondo … sembrava la famosa canzone “Una casetta in Canadà”.

Io, che non avevo, sognavo. Andavo a far vendemmia, periodo meraviglioso: gentilezza è qualcuno che ti porge un grappolo d’uva e tu stacchi questi chicchi uno a uno…

Gentilezza è anche la natura che si porge a noi. Immagina la Primavera che ti accoglie, con tutti i suoi colori, i fiori: è una gioia gentile.

Allora fra le stagioni sceglieresti la primavera?

Fra le stagioni quella che prediligo è la primavera , perché è nascita e rinascita; poi mi piace l’estate.

…e dal punto di vista della gentilezza?

La primavera, assolutamente sì. Tutto ciò che è lieto è gentile, e la primavera è letizia.

In quale modo tu transiti, cioè esprimi , nel tuo fare artistico la gentilezza?

Quando ci metto l’anima per farlo, perché io non faccio cose per decorare, ma faccio cose che mi nascono dal di dentro … almeno così facevo.

Lorenzo Pianotti accanto ad una delle numerose opere artistiche di cui è autore

Se guardo quei quadri per esempio (n.a.: indica alcuni dei suoi quadri), dentro ci sono io, dentro c’è una certa gentilezza: nella pennellata, in ciò che dipingo, in ciò che ho fatto.

Poi ho fatto cose che sono gaie, liete, almeno a volte, non sempre.

Intendi dire che, nel momento in cui esprimi te stesso, esprimi la gentilezza?

Esprimo la gioia unita alla gentilezza…non sempre, ma qualche volta sì.

Collezioni, hai collezionato, hai tanti cavalli. Pensando al cavallo, secondo te, quali caratteristiche del cavallo si rifanno alla gentilezza?Come il cavallo è gentile?

Lorenzo Pianotti

Il cavallo, se lo vedi trottare, nel suo modo di muoversi, è gentile.

Lorenzo Pianotti

Il cavallo al trotto è un animale maestoso e meraviglioso e la gentilezza l’ha nelle movenze, credo…soprattutto lo sa chi ha la fortuna di avere avuto dei cavalli veri e di aver provato a montarli, perché essi sono alla fine quello che sei tu. Se tu sei gentile, il cavallo va in maniera elegante, se tu vuoi essere forte con lui, il cavallo corre e diventa un’altra cosa.

Tu ti consideri una persona gentile? Quando e come?

Mi considero una persona gentile quando vedo qualcuno, ad esempio una vecchia signora o qualcuno che sta portando un peso, e io l’aiuto.

Credo di avere compiuto tanti atti di gentilezza, di diverso tipo.

Sorridendo a qualcuno che non conosco…

Hai nominato il sorriso tante volte …

Sì, perché se è fatto non in maniera intrigante, per ottenere qualcosa, è un atto di gentilezza.

Il sorriso emerge tante volte dalle tue risposte.

Il sorriso è accoglienza, perciò, se si vede qualcuno con un sorriso – appena accennato, se no diventa una risata, che è altra cosa – è quello.

Lorenzo Pianotti in dialogo con Paola Raimondi

Intendi dire che tu sei gentile quando ti poni verso gli altri con il sorriso, con l’aiuto, come dicevi prima..

Sì.

Da ragazzino, quando la signora Sara doveva andare nella serra a comprare i fiori, mi diceva: “Lorenzo, vai a comprarmi i fiori e poi ti faccio un regalino”. Io le compravo i fiori, una pianta; andavo dalla ricamatrice che mi dava una carta bianca e disegnavo delle cose che poi lei ricamava…

Una volta, quando stavo nell’altra casa, un giorno scendevo dalla metropolitana: una signora non giovanissima, avrà avuto almeno dieci anni più di me, mi ha chiesto un indirizzo. Io le ho detto: “Non lo so, ma ora sto uscendo come lei.” Raggiunto l’indirizzo, era la strada parallela alla metropolitana. Le ho chiesto dove dovesse andare: doveva andare a trovare degli amici, al numero tal dei tali.

Le ho detto: “Se vuole l’accompagno:” e l’ho accompagnata per circa duecento metri. Lei mi ha ringraziato, e mi ha dato anche il suo numero di telefono.

Quello è stato per me un atto di gentilezza.

Lorenzo, vuoi aggiungere qualcosa sul tema della gentilezza?

Penso che dovremmo essere tutti più gentili, per vivere in maniera un po’ più altruistica e più felice.

Lorenzo insieme all’amato cagnolino Lo Re

La gentilezza è anche quella del mio cane: io sono seduto e lui viene vicino a me, e appoggia la sua testa sulla mia coscia.

Lo Re nella nuova casa-museo dove abita insieme a Lorenzo Pianotti

(intervista a cura di Paola Maria Raimondi, con la collaborazione di Gaia Gulizia – foto di Gaia Gulizia).

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Puntata precedente: intervista a Gianni Radice – di arte e gentilezza.

2 thoughts on “Intervista a Lorenzo Pianotti – di cavalli e gentilezza”

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