San Leo, pietra dura incastonata fra Marche e Romagna, paese minuto come una donna dai tratti leggeri, che si lascia conoscere proponendo un passeggiare lento e attento.

In ogni angolo si assaggia bellezza: le morbide colline marchigiane della vallata del Marecchia, gli edifici in pietra color sabbia, le ginestre che occhieggiano come piccoli ciuffi di sole.

Il nome di San Leo evoca un’atmosfera magica: qui, nel forte che domina superbo il centro abitato, fu imprigionato il leggendario Alessandro conte di Cagliostro, personaggio dall’identità misteriosa (che mai fu svelata fino in fondo), vissuto nella seconda metà del 1700.

Alchimista, taumaturgo, esoterista, incantatore, occultista, veggente (prevedette diversi eventi storici che poi si verificarono): numerose furono le anime di un personaggio dai contorni sfuggenti, la cui identità fu a lungo mescolata con quella dell’avventuriero Giuseppe Balsamo.

Errante in tutta Europa da una corte all’altra, dove riscosse un grosso seguito per le numerose guarigioni che operò, il conte di Cagliostro fu un personaggio dalle numerose sfaccettature, affascinante e del tutto particolare.

Nella fortezza di San Leo, arroccata su un masso roccioso, Cagliostro, imprigionato a vita (il papa Pio VI commutò infatti la pena di morte nell’ergastolo per eresia), finì i suoi giorni terreni nel 1795, dopo quattro anni di prigionia in una cella che aveva come unico accesso una botola, e una finestrella affacciata sulle colline.

Nel complesso della fortezza, mirabile esempio di architettura medioevale, è possibile conoscere la leggenda di Cagliostro, e trovare un assaggio della storia dei rimedi naturali usati nella sua epoca, a lui noti per l’insegnamento ricevuto dal medico e alchimista Altotas.

Scorrere lo sguardo su questi oggetti, avvolti da un’aura magica, richiede attenzione e suscita fascinazione.

La fortezza ospita inoltre una mostra permanente sulla storia dell’Inquisizione e sugli strumenti di tortura: l’inquietudine che nasce suggerisce una riflessione sull’origine del “male” che sarebbe utile approfondire.

La tappa protagonista della visita alla fortezza è la cella di Cagliostro, detta “del pozzetto”: qui uno dei personaggi più enigmatici e controversi della storia visse i suoi ultimi quattro anni terreni, prima di passare oltre, lasciando dietro di sé, insieme agli interrogativi sulla sua storia, una scia di fascino e mistero.

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Sito ufficiale dello IAT di San Leo

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