Una passerella di stoffe multicolori, quadri astratti dai quali il volto plastico di Antonio Rezza e la sua voce sferzante sbucano saltellando come nel gioco del cucù; è proprio a questo che assomiglia il Pitecus di Antonio Rezza, una delle anime del duo Rezza-Mastrella, che dal 1987 realizza performances uniche, di un genere dalla forte carica espressiva difficile da definire.
Lo storico spettacolo della compagnia Rezza-Mastrella (in scena dal 1995) è stato proposto nell’ambito della programmazione de La Milanesiana 2021, e introdotto da Elisabetta Sgarbi.

Rezza disegna con tratti forti e colori accesi una carrellata di personaggi che sembrano emergere da una dimensione parallela che accentua i segni di espressione interiore di una umanità scomposta, portando all’eccesso i loro “difetti”, nel senso etimologico di “venire meno”: di una parte importante di ciò che rende umani, della radice di senso del vivere, della volontà di vestire una missione all’alba di ogni nuovo giorno.
Quella di Rezza è una comicità che non cerca il consenso e non distrae stornando l’attenzione, ma al contrario fa di tutto per spiazzare, aprendo varchi di osservazione che rendono lo spettatore partecipante attivo del gioco.
Rezza non è “comico” nel senso comune del termine: non crea commedie, ma, con un esercizio di surrealtà, porta allo scoperto la voce del subconscio collettivo, e la colloca davanti allo specchio di noi partecipanti al gioco rituale, che attraverso il riso, abbiamo la possibilità di viverne la catarsi.
I quadri scenici sono tali in senso scenico ma anche figurativo: le tende dalle geometrie scomposte e colorate a metà fra il primitivismo e l’astrazione di un quadro di Paul Klee, sono al tempo stesso scenografia di ballatoi di paese, costumi di personaggi scimmieschi (da cui il titolo dello spettacolo) e dipinto di un immaginario “estremo” quotidiano.
Ogni quadro è vivificato dall’unione del talento espressivo e comunicativo di Rezza, esaltato dall’attenzione di chi, in risposta, accetta di perdere l’orientamento, e lasciarsi accompagnare senza controllo dal sarcasmo mordace di Rezza, irrompendo nelle dimore grottesche di personaggi di un teatro dell’assurdo, dipinti dal volto – maschera – megafono di Rezza e dal suo corpo snodabile, che indossa e scompone i microcosmi creati da Flavia Mastrella.
In un momento storico nel quale il senso dell’esistenza si fa sempre più fragile e confuso, Antonio Rezza riversa le sue parole squillanti come una doccia caustica che sveglia dal sonno dell’espressione libera, diritto e dovere di ogni essere dotato di spirito critico.
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PITECUS
di Flavia Mastrella, Antonio Rezza
con Antonio Rezza
quadri di scena: Flavia Mastrella
(mai) scritto da Antonio Rezza
assistente alla creazione: Massimo Camilli
produzione:
REZZAMASTRELLA
TSI La Fabbrica dell’Attore Teatro Vascello
