Alessandro Bergonzoni è un pifferaio magico del verbo: con le parole aggancia l’attenzione dello spettatore, che incantato lo segue in una immersione totale per l’intera durata di uno spettacolo di quasi due ore.

Il teatro Elfo Puccini ha ospitato “Trascendi e sali” dal 4 all’8 luglio.

Bergonzoni lascia sgorgare il fiume delle sue parole seminascosto dall’alto di un’impalcatura, dalla quale scende e sale, sale e scende fino a occupare lo spazio vuoto del palcoscenico con la sua presenza e la voce dal tono tagliente.

Impossibile distrarsi durante gli equilibrismi verbali che Bergonzoni, artista performativo sui generis, dispensa con un ritmo incalzante che non conosce sosta alcuna, in un saliscendi di senso racchiuso nell’apparente nonsense del suo eloquio torrenziale.

Un’operazione raffinata di rovesciamento, svisceramento, levigatura, esaltazione e svuotamento della parola si snoda in parallelo con il lancio precisissimo di messaggi mirati che illuminano di sprazzi improvvisi la corsa di un monologo virtuosistico.

La surrealtà di Alessandro Bergonzoni, attore, autore, chirurgo della parola e della comicità che porta contenuti attraverso il sorriso, è davvero unica nel suo genere, e coinvolge anche contesti extra teatrali come carceri, ospedali e scuole.

Si esce da teatro frastornati, con la mente pulita da qualsiasi pensiero che la affollava prima dell’inizio dello spettacolo. Non è poco.

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TRASCENDI E SALI

regia Alessandro Bergonzoni e Riccardo Ridolfi
di e con Alessandro Bergonzoni
produzione Allibito

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