Tebe al tempo della febbre gialla è lo spettacolo più recente di Eugenio Barba insieme all’ensemble dell’Odin Teatret: dopo il debutto nella storica sede di Holstebro, ha avuto inizio una tournée europea, con tappe in Italia (al teatro Vascello di Roma e al teatro Koreja di Lecce), in Polonia e a Parigi (al Theatre du Soleil).

Ho avuto l’occasione di vivere lo spettacolo infine a Parigi, al celebre Theatre du Soleil diretto da Ariane Mnouchkine.

Cartoucherie – verso il Theatre du Soleil, con la locandina dello spettacolo

Eugenio Barba accoglie il pubblico come un perfetto anfitrione, accompagnando in sala. Nella semi oscurità le voci dei cinque attori compongono, in un intreccio dinamico e inafferabile razionalmente, la scena della mitica città di Tebe e i personaggi che la animano, matrioska di significati che si sovrappongono strato su strato.

Ancora una volta si compie la magia dell’Odin Teatret: il linguaggio della comunicazione non è più l’idioma strutturato, ma un senso nascosto che lo spettatore attivo riscopre dentro sé: il greco antico, lingua “morta” radice della nostra quotidianità, riecheggia con musicalità straniante, intervallata da poche battute in francese.

Ma è il suono primordiale della voce, oltre le parole, a riempire lo spazio attraverso il corpo dinamico degli attori: canti e versi animaleschi narrano le alterne vicende di Edipo e di sua figlia Antigone, le ragioni del cuore che hanno la meglio sulle regole imposte.

La condizione normale dell’essere umano è l’innamoramento, ricorda Eugenio Barba citando Cechov: nel buio delle macerie esplode abbacinante il giallo della forza vitale e del desiderio di vita nuova, come quella che nasce nei campi di grano baciati da sole, come l’energia che permette la nascita degli esseri viventi e delle opere d’arte.

Il mito di Edipo e della leggendaria Tebe accompagna il percorso artistico di Eugenio Barba fin dai suoi esordi alla scuola di teatro di Varsavia nel 1961, seguendo un filo rosso che attraversa numerose messe in scena degli spettacoli di Odin Teatret, facendosi veicolo di “una verità che si oppone alla verità dominante”.

Partecipando alla messa in scena di Tebe al tempo della febbre gialla provo la sensazione di una ipnosi cosciente: rapita dall’alchimia del rituale scenico, ne vivo il processo con la lucidità di chi è partecipe attento di un evento difficilmente narrabile a parole.

Il teatro è l’intermediario che permette il passaggio all’invisibile”: dice Eugenio Barba, officiante dal cuore spalancato sui mondi che, insieme ai suoi attori senza eguali, dona a ogni nuova occasione la possibilità di vivere concretamente questa esperienza.

Eugenio Barba al Theatre du Soleil di Parigi

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Tebe al tempo della febbre gialla

Testo e regia: Eugenio Barba
Attori: Kai Bredholt, Roberta CarreriDonald KittIben Nagel RasmussenJulia Varley
Spazio scenico: Odin Teatret
Costumi e oggetti scenici: Lena BjerregårdAntonella Diana e Odin Teatret
Consulente arti visive: Francesca Tesoniero
Disegno luci: Fausto Pro
Supervisione disegno luci: Jensper Kongshaug
Assistenti alla regia: Elena Floris e Dina Abu Hamdan
Consiglieri: Gregorio AmicuziJuliana CapiléTatiana Horevicht
Dramaturg: Thomas Bredsdorff
Manifesto: Peter Bysted

Direzione musicale: Elena Floris

Direttrice di tournée: Anne Savage

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Per seguire le attività di Eugenio Barba e del suo Odin Teatret:

Odin Teatret ed Eugenio Barba

Fondazione Barba Varley

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