Peter Stein, uno dei protagonisti della scena teatrale internazionale, ha presentato al Teatro Menotti di Milano la sua opera registica più recente, “Il compleanno” di Harold Pinter.

Composto oltre sessanta anni fa (nel 1958), l’opera di Pinter – “The birthday party” il titolo originale – racchiude temi sempre attuali, che riguardano la natura dell’umanità, le sue paure più profonde e i suoi meccanismi.
Il “compleanno” si riferisce al genetliaco di un ex pianista che per oscure ragioni ha preso dimora nella piccola pensione di una imprecisata località marina della costa inglese; nevrotico e leggermente misantropo, vede i suoi mostri interni prendere corpo nella veste di due loschi individui, che sconvolgono l’apparente pacatezza del piccolo mondo della pensione e dei suoi inquilini.
Ispirato al teatro dell’assurdo di Samuel Beckett e all’opera di Franz Kafka “Il processo”, l’opera pinteriana rientra nella serie della cosiddetta “commedia della minaccia”: da una situazione di partenza apparentemente semplice e innocua, si raggiunge un climax di tensione che crea un “ossimoro emozionale” spiazzante per lo spettatore; la “commedia” gioca sull’affastellarsi delle parole: tante, troppe e ridondanti, innescano uno straniamento della mente.
Durante la conferenza stampa svoltasi la mattina del giorno del debutto, Peter Stein racconta della genesi di questo spettacolo, della creazione di uno spirito di piccola comunità teatrale grazie al vivere insieme – nella sua tenuta in Umbria, dove si sono svolte le prove dello spettacolo, che rievoca la consuetudine dei grandi ensemble teatrali tedeschi; Stein condivide la sua visione in merito all’importanza del rispetto letterale del testo – nello spettacolo ricorrono termini (come “toast”, che traduce il “brindisi” italiano) in lingua originale – e del suo impianto nella traduzione scenica.
Il testo è il veicolo primo dei significati sommersi della comunicazione fra i personaggi, che rappresentano isole che si incontrano e si scontrano senza mai vedersi veramente: le parole non si svelano mai fino in fondo, prendono la rincorsa, confondono intenzionalmente, rendendo impossibile il soffermarsi a riflettere su quanto si ascolta; lo sguardo dei personaggi è quello di pugili che si battono all’ultima parola su di un ring immaginario.
Il virtuosismo della mistificazione è il vero protagonista di una piece nella quale gli attori mettono alla prova il proprio talento, al servizio di personaggi dai contorni volutamente indefiniti, con l’orchestrazione di una regia attenta al servizio del testo e del cuore dei suoi significati stratificati.
“Una cosa non è necessariamente né vera né falsa, ma può essere sia vera che falsa.”
(Harold Pinter).
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IL COMPLEANNO
Produzione Tieffe Teatro Milano/TSV-Teatro Nazionale/Viola Produzioni srl
Di Harold Pinter
Traduzione di Alessandra Serra
Regia di Peter Stein
Assistente alla regia Carlo Bellamio
Scene Ferdinand Woegerbauer
Costumi Anna Maria Heinreich
Luci Andrea Violato
Assistente alla produzione Cecilia Negro
Con
MEG Maddalena Crippa
STANLEY Alessandro Averone
GOLDBERG Gianluigi Fogacci
PETEY Fernando Maraghini
MC CANN Alessandro Sampaoli
LULU Emilia Scatigno
durata: 100 minuti I e II atto – 15 minuti intervallo – 30 minuti III atto
Progetto sostenuto da Next – Laboratorio delle Idee edizione 2022
