Il 14 gennaio all’Auditorium Mahler di Milano ho avuto occasione di partecipare ad una interessante esperienza: gli esperimenti neurosinfonici, parte della rassegna musica & scienza promossa dall’Orchestra Sinfonica di Milano e dal suo direttore artistico, il Maestro Ruben Jais, in collaborazione con l’Università di Pavia.

Il protagonista musicale della serata è Arvo Pärt, esponente del minimalismo musicale, con il brano Fratres, composto nel 1977.
La prima domanda che ci siamo posti è stata: Perché ascoltiamo musica?
È ormai provato che il cervello di un neonato risponde in modo specifico allo stimolo musicale, che ha il potere di modulare il tono del suo umore più del gioco e della parola.
Del resto il potere emotivo della musica è noto a tutti; il cervello percepisce, analizza e comprende lo stimolo musicale, dando vita ad un vero e proprio concerto di attivazioni neuronali: le aree cerebrali infatti si attivano grazie agli stimoli positivi, di natura sia materiale che astratta.
All’inizio della serata ad ogni partecipante è stato fornito un codice con il quale accedere, tramite il proprio smartphone, ad una applicazione grazie alla quale abbiamo potuto prendere parte attiva all’esperimento; “Curiosità” e “Piacere” sono i due macrogruppi nei quali gli ascoltatori sono stati distribuiti in maniera casuale, e le linee guida alle quali affidarsi per registrare le variazioni delle proprie sensazioni ed emozioni nel corso dell’ascolto del brano suonato dall’ensemble dei musicisti dell’Orchestra Sinfonica.
E’ stato interessante osservare le oscillazioni dello stato di presenza durante l’ascolto del brano, e l’influenza che ha nella sua fruizione l’accostamento di immagini nate da reminiscenze sospinte alla coscienza da un passaggio particolare della melodia, dalla fluttuazione delle sensazioni psicofisiche, e il meccanismo associativo che i corpi mentale ed emotivo attuano fra uno stimolo sensoriale e la creazione di pensieri solo apparentemente casuali.
Altrettanto interessante è stato osservare l’aumentare o il diminuire della “curiosità” fra il primo ascolto e quelli successivi.
Cosa nella musica rende possibile le cosiddette “risposte di ricompensa”? L’aspetto temporale e dinamico della musica, la sua natura di linguaggio che racconta una storia.
Arvo Pärt inserisce all’inizio del brano Fratres un ritmo che ci sorprende, per poi assumere un movimento omogeneo quando la voce del violino solista “rientra” nell’orchestra; ogni variazione porta un’armonia diversa, fino a giungere, al termine del brano, alla trasmutazione del suono in puro spirito.
La dott.ssa Laura Ferreri è stata molto esaustiva nell’illustrare tutti gli elementi che concorrono ad uno studio così affascinante e complesso, così come è stato importante il contributo del Maestro Ruben Jais per approfondire la conoscenza del minimalismo musicale, di cui Arvo Pärt è esponente.
Ciò che è certo è che la musica, per quanto possa essere analizzata, conserverà sempre qualcosa di indicibile: il Silenzio, nel quale affondano le sue origini.
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Arvo Pärt
Fratres
Orchestra Sinfonica di Milano
Lycia Viganò Violino solista
Laura Ferreri Neuroscienziata
Ruben Jais Direttore
