Siamo immersi nell’esperienza di condivisione più profonda degli ultimi decenni. Nonostante le distanze, fisiche e geografiche, siamo insieme, nel vivere una condizione simile, che cancella ogni illusorio confine.

Molti amici da diverse parti del mondo mi hanno scritto, e io ho scritto loro: dall’Italia mi sono immersa per alcuni istanti nelle loro vite, in India, Israele, Spagna, Germania, Austria, Iran, Marocco, Messico.

Ho ascoltato le loro esperienze, accolto le loro riflessioni, abbracciato le loro emozioni.

E loro, con me. Io con loro. Noi, insieme, in una stanza virtuale nella quale ci abbracciamo in forza della nostra umanità, ma ancora prima, nel nostro essere creature viventi e creative nel respiro, filo argentato che ci collega e ci connette oltre le montagne, le strade, i cieli, gli oceani.

Nel corso di queste settimane ho avuto occasione di compiere la più autentica e concreta esperienza di Presenza nel celeberrimo Qui e Ora: vivo nel flusso delle giornate, senza che le nuvole dei pensieri che ricamano il futuro attraversino il mio cielo.

E’ un’esplosione creativa: mente e corpo sono concentrati, a volte dolgono e chiedono riposo, ma non sono gravati dal peso delle pre-occupazioni.

Sono gli amici lontani ma vicini a riportarmi a terra: le loro voci viaggiano attraverso l’etere, che le conduce a me con un mezzo artificioso, ma il loro contenuto è vivo.

È la generosità impetuosa della primavera a ricaricare le energie del mio corpo e del mio spirito, la Natura che olezza e canta senza curarsi d’altro da sé, perché non conosce il Sé, ma tutto racchiude, come noi, anime in Cammino in un corpo di esseri umani che hanno disegnato confini immaginari con un gessetto ingenuo, di quelli che non si usano più: non perché desueti, ma perché stridevano troppo con la Verità dell’Anima del Mondo, che il cuore sa.

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