Quinta e ultima parte dell’Edumotional tour nei Monti Dauni, alla scoperta di Troia.
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Quale incanto la vista di Troia! Questa deliziosa cittadina, (Troja fino agli inizi del 900), è ubicata a 439 metri sul livello del mare e vanta origini antichissime.
Contesa tra Romani e Cartaginesi, ebbe nome Aecae in epoca romana; ne parlano nei loro scritti: Polibio, Strabone e Livio.
Il suo stemma risale a Carlo V; ha un’anfora d’oro sormontata da una corona, dalla quale guizzano cinque serpenti (e pare che questo sia un indiretto riferimento alla proverbiale astuzia degli abitanti).Foto
La cattedrale, intitolata a Santa Maria Assunta, fu commissionata dal Vescovo Guglielmo II; la sua costruzione fu iniziata nel 1093 e fu completata, dopo un incendio e successive vicende, nel 1119.
Vale la pena giungere qui solo per ammirarla, in un’immagine di bianco nitore; e descriverne la potente e leggiadra bellezza.
L’architettura racchiude in sé diversi stili: romanico italiano, influssi bizantini e suggestioni orientali.
La facciata, con imponenti porte di bronzo, è divisa in due parti da un cornicione.


In alto, lo sguardo si illumina davanti al rosone, uno dei simboli della città: le sue 11 colonnine (corrispondenti agli Apostoli, escluso Giuda) poggiano su un cerchio di pietra lavorata a squame ed è simbolo di perfezione per la forma circolare e di eternità (morte e resurrezione) a motivo della decorazione che ricorda un serpente che si morde la coda.
Anche l’interno della chiesa merita una visita attenta, che non delude.
Consta di tre navate, con tredici colonne di marmo, a rappresentare Gesù con i suoi dodici Apostoli.
All’uscita, ci inoltriamo per la strada diritta, ammirando angoli che ci sorprendono.

Passeggiare per le strade di Troia riserba sorprese di un certo fascino: panni stesi proprio a ridosso della parte posteriore della chiesa, quasi l’umano sia in confidenza totale con il divino.

Ed ecco una strada intitolata a una donna, protagonista di una leggenda: Lucinda Del Gaudio.
Popolana di Troia, maritata a un ciabattino, fu prima oggetto di bramosia e poi di prepotenza da parte di un signorotto, nel periodo in cui i lanzichenecchi dimorarono a Troia. Lucinda non cedette alle lusinghe e diede prova di virtù morali.
Ma, sorpresa! Nella pasticceria Casoli, vicino alla cattedrale, quale delizia per il palato, quanta dolcezza da assaporare!
Gestita dal signor Nicola Mecca e dalla moglie Lucia Casoli, assaggiamo la ormai famosa “Passionata”, un dolcetto simile alla cassatina siciliana, nato dall’inventiva della signora nel 2008.
Crema di ricotta su una base di bisquit, ricoperta di pasta di mandorle, si può gustare in otto varianti di gusto, tra le quali si distingue “Elena”, in omaggio alla Troia di storica memoria.
Superfluo ricordare il buon vino Nero di Troia...e i vigneti circostanti.—
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Edumotional tour prima parte – Rocchetta S. Antonio
Edumotional tour seconda parte – Bovino
Edumotional tour terza parte – Candela
Edumotional tour quarta parte – Foggia













