Il canto armonico e la meditazione zen sono parte integrante del percorso spirituale e artistico lungo il quale cammino da molto tempo; con piacere condivido il frutto della tesina elaborata a seguito della formazione in Nada Yoga conclusa qualche anno fa con il musicista e musicoterapeuta Riccardo Misto, già protagonista di un’intervista pubblicata su queste pagine.

Il tema affrontato sono le affinità e le integrazioni possibili fra le due pratiche.

***

Il canto armonico, detto anche difonico, è una tecnica vocale che permette alla voce umana di emettere i suoi armonici naturali, ovvero gli ipertoni, i multipli di frequenza della nota di base, chiamata anche nota fondamentale.

Serie armonica su pentagramma

Il canto armonico ha radici ancestrali: la sua pratica, spesso connessa alle tradizioni sciamaniche, si ritrova in moltissime culture del mondo, e in particolare: in Mongolia, Tibet, India, Siberia, e anche in Italia, più precisamente in Sardegna.

La pratica del canto armonico si può esprimere e sviluppare su diversi piani:

– come disciplina psicofisica;

– come terapia ;

– come elemento artistico – musicale;

– come filosofia di risonanza.

Canto armonico e meditazione zen

La pratica del canto armonico, se approfondita a livello sottile oltre la tecnica, può portare, insieme agli effetti riequilibranti a livello psicofisico, a una elevazione della Coscienza; ciò può avvenire più facilmente quando il corpo mentale si trova in uno stato meditativo; viceversa, le tecniche di canto armonico sono utili per accedere a stati meditativi.

La pratica del canto armonico può quindi essere accostata a quella della meditazione; in particolare la meditazione zen, che veicola l’Ascolto del proprio sé essenziale, condivide alcuni punti di contatto con il canto armonico.

Nella meditazione zen, così come nel canto armonico, il respiro è veicolo primario che permette la focalizzazione dell’energia mentale e la materializzazione del suono, stella polare per il navigante spirituale che nel movimento circolare del respiro ritrova il ritmo originario dell’Universo.

Con il canto armonico si entra naturalmente in uno stato di espansione della Coscienza: il ritmo del tempo rallenta, e aumenta di conseguenza la capacità di visione; come nel canto armonico è necessario rendere sensibile l’atto dell’ascoltare per percepire chiaramente le frequenze sonore che si sommano alla nota fondamentale, nella meditazione restare in ascolto e accoglienza è condizione utile per la cessazione del dialogo interiore.

Il canto armonico diventa quindi pratica meditativa, nel momento in cui viene vissuto in piena presenza e con intenzionalità, che trasmuta il suono da emissione casuale in materia viva e rivitalizzante per chi canta e per chi ascolta.

Cantando gli armonici si compie un vero e proprio viaggio iniziatico, che conduce alla connessione con il Sé più autentico attraverso la scoperta del timbro peculiare della propria voce che gli armonici rivelano; similmente nella meditazione, sedendo sulla sponda della mente, osserviamo lo scorrere dei pensieri e li lasciamo andare, permettendo così l’emergere della nostra natura essenziale, che si può manifestare solo quando l’attenzione è focalizzata nel momento presente.

Alla base dell’emissione sonora come della pratica della meditazione zen, c’è il respiro, che facilita la concentrazione della mente: il respiro veicola l’emissione del suono, modulato dalla voce, che nel respiro fa ritorno quando l’onda sonora ha esaurito la sua carica, proprio come un’onda che rientra nella bocca del mare.

Il suono degli armonici crea un portale nel quale la mente si inoltra, perdendo le sue coordinate abituali e ritrovando la sua condizione originaria, quella della non mente citata dalla filosofia zen: la pienezza del vuoto della mente è lo stato in cui la mente si è purificata da tutte le sovrastrutture che la visitano abitualmente, quali pensieri, percezioni, emozioni.

Praticare lo zen è scoprire la propria vera natura, dice una massima zen. Liberare la voce, diventando suono, consente di esprimere la propria voce autentica, che racchiude nelle sue sfumature il messaggio con il quale ogni essere vivente è venuto al mondo.

La voce, come primo strumento musicale di cui ogni essere vivente è dotato dalla nascita, necessita di essere “accordata”, emettendo fluidamente i suoi armonici naturali in successione: purificare la mente dalle scorie accumulate nel corso della vita è una via per liberare anche la propria voce, che è prolungamento dell’Essere, suo tratto distintivo.

Attraverso l’armonizzazione – riferendoci qui sia alla pratica del canto armonico in senso “tecnico” che all’effetto di riequilibrio che il suono ha sull’organismo – si entra in uno stato meditativo, nel quale l’attenzione viene indirizzata verso gli effetti che il suono ha sul corpo. Come conseguenza virtuosa il mentale viene acquietato; e il roveto dei pensieri dissolto e purificato.

La voce risponde agli stati emotivi, offrendosi nella veste che questi le cuciono addosso; ne consegue l’importanza della cura del proprio interior , che come conseguenza virtuosa porta con sé la limpidezza di quello che è il canale di comunicazione primario con il mondo esterno.

Allo stesso tempo il canto può fare emergere gli stati d’animo, offrendo la possibilità di osservarli come testimoni esterni.

Esiste una connessione profonda fra l’energia vitale e il timbro della voce: coltivare l’equilibrio e l’armonia nella propria vita ha un effetto virtuoso sulla voce, che guadagna limpidezza, e una gamma di sfumature: la voce e il canto, se direzionate intenzionalmente, possono essere un veicolo di purificazione non solo per se stessi, ma anche per chi ascolta, entrando in risonanza con il suono.

Il legame fra suono e spiritualità è noto fin dai tempi antichi: ogni vibrazione produce un movimento interiore e alimenta il respiro dell’Anima. Ciò che la voce emette assume un peso importante: ancora prima delle parole è il tono che porta un messaggio.

Con l’ausilio della meditazione la cassa di risonanza che è la nostra Anima può trasmutare la voce umana sfogliando i suoi armonici come i petali di un fiore, ed espanderne così la fragranza, a beneficio del Cosmo intero, che vibra all’unisono con tutto ciò che è.

***

Per approfondire:

Canto armonico – Riccardo Misto

Canto armonico – Lorenzo Pierobon

Canto armonico – Mauro Tiberi

Meditazione e pratica dello Zen – Thich Nhat Hanh e Plum Village

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *