Peter Stein, uno dei protagonisti della scena teatrale internazionale, ha presentato al Teatro Menotti di Milano la sua opera registica più recente, “Il compleanno” di Harold Pinter.

Foto di scena di Tommaso Le Pera

Composto oltre sessanta anni fa (nel 1958), l’opera di Pinter – “The birthday party” il titolo originale – racchiude temi sempre attuali, che riguardano la natura dell’umanità, le sue paure più profonde e i suoi meccanismi.

Il “compleanno” si riferisce al genetliaco di un ex pianista che per oscure ragioni ha preso dimora nella piccola pensione di una imprecisata località marina della costa inglese; nevrotico e leggermente misantropo, vede i suoi mostri interni prendere corpo nella veste di due loschi individui, che sconvolgono l’apparente pacatezza del piccolo mondo della pensione e dei suoi inquilini.

Ispirato al teatro dell’assurdo di Samuel Beckett e all’opera di Franz Kafka “Il processo”, l’opera pinteriana rientra nella serie della cosiddetta “commedia della minaccia”: da una situazione di partenza apparentemente semplice e innocua, si raggiunge un climax di tensione che crea un “ossimoro emozionale” spiazzante per lo spettatore; la “commedia” gioca sull’affastellarsi delle parole: tante, troppe e ridondanti, innescano uno straniamento della mente.

Durante la conferenza stampa svoltasi la mattina del giorno del debutto, Peter Stein racconta della genesi di questo spettacolo, della creazione di uno spirito di piccola comunità teatrale grazie al vivere insieme – nella sua tenuta in Umbria, dove si sono svolte le prove dello spettacolo, che rievoca la consuetudine dei grandi ensemble teatrali tedeschi; Stein condivide la sua visione in merito all’importanza del rispetto letterale del testo – nello spettacolo ricorrono termini (come “toast”, che traduce il “brindisi” italiano) in lingua originale – e del suo impianto nella traduzione scenica.

Il testo è il veicolo primo dei significati sommersi della comunicazione fra i personaggi, che rappresentano isole che si incontrano e si scontrano senza mai vedersi veramente: le parole non si svelano mai fino in fondo, prendono la rincorsa, confondono intenzionalmente, rendendo impossibile il soffermarsi a riflettere su quanto si ascolta; lo sguardo dei personaggi è quello di pugili che si battono all’ultima parola su di un ring immaginario.

Il virtuosismo della mistificazione è il vero protagonista di una piece nella quale gli attori mettono alla prova il proprio talento, al servizio di personaggi dai contorni volutamente indefiniti, con l’orchestrazione di una regia attenta al servizio del testo e del cuore dei suoi significati stratificati.

“Una cosa non è necessariamente né vera né falsa, ma può essere sia vera che falsa.”

(Harold Pinter).

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IL COMPLEANNO

Produzione Tieffe Teatro Milano/TSV-Teatro Nazionale/Viola Produzioni srl

Di Harold Pinter 
Traduzione di Alessandra Serra 
Regia di Peter Stein 
Assistente alla regia Carlo Bellamio 
Scene Ferdinand Woegerbauer 
Costumi Anna Maria Heinreich 
Luci Andrea Violato 
Assistente alla produzione Cecilia Negro 
Con 
MEG Maddalena Crippa 
STANLEY Alessandro Averone 
GOLDBERG Gianluigi Fogacci 
PETEY Fernando Maraghini 
MC CANN Alessandro Sampaoli 
LULU Emilia Scatigno 

durata: 100 minuti I e II atto – 15 minuti intervallo – 30 minuti III atto

Progetto sostenuto da Next – Laboratorio delle Idee edizione 2022

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