(Introduzione di Gaia Gulizia)

Io e Paola conosciamo Giuliano Falciani da molti anni, da quando entrambe abbiamo iniziato a frequentare le conferenze che Giuliano tiene regolarmente in tutta Italia con la sua associazione, l’Associazione Saras.

Giuliano è ricercatore e divulgatore di temi che hanno a che vedere con lo spirito e le dimensioni oltre il visibile. Infaticabile e generoso, Giuliano è una presenza che sostiene con saldezza e amorevolezza lungo il Cammino di crescita e consapevolezza.

Giuliano è un uomo gentile, e come tale abbiamo pensato entrambe che fosse il candidato ideale per il progetto di interviste a uomini gentili.

Qui di seguito potete leggere l’intervista condotta da Paola Raimondi in occasione di una delle conferenze che Giuliano ha tenuto a Milano, la primavera scorsa.

L’intervista è stata pubblicata anche su Quinta Dimensione, il periodico di informazione esoterica, filosofica e spirituale di di Associazione SaraS.

Giuliano Falciani (foto di Gaia Gulizia)

Perchè il tema della gentilezza?

Perchè trovo che questa qualità non sia molto diffusa, non lo sia abbastanza e penso che sia addirittura necessaria.

Ricordo a questo proposito un breve aneddoto.

Io qualche anno fa avevo preso un caffè a un autogrill; e alla fine, pagando, avevo detto alla barista che mi aveva servita: “ Grazie, molto gentile”.

Perchè, quando trovo una persona gentile, dico sempre :” Grazie, è stata molto gentile”; oppure:” Grazie per la gentilezza”.

E lei mi ha risposto: ”Ma perché è lei che è stata gentile”.

Questo mi è parso un fatto straordinario, perché dimostra come la gentilezza, probabilmente anche l’amore: se viene dato, viene ricambiato.

Noi tutti ti conosciamo come un grande relatore, ricercatore, divulgatore; e sappiamo che il tuo percorso è stato molto lungo e molto ricco.

La domanda allora che io ti faccio a questo proposito è la seguente:

Quali sono i momenti, i punti più significativi del tuo percorso? In una parola, le tappe? Le tappe più importanti, più arricchenti, da condividere con noi?

Dovremmo parlare di una vita intera: non esistono tappe più importanti, esiste una logica che si continua a sviluppare nel tempo.

Io sono dell’idea che veniamo in un mondo come questo, per fare delle esperienze, ma anche per condividere le esperienze che abbiamo fatto in altre vite.

Quindi, più che tappa direi: uno stile di vita, un modo di essere, che è una costante della mia vita.

Potrei dire che fin da bambino ricordo di avere avuto particolari visioni, sensazioni, sentimenti, pensieri e anche esperienze, notevoli.

Io credevo comunque che fossero per tutti, ma poi di fatto mi sono reso conto, crescendo, che non tutti riescono a capire cosa accade quando vivi una esperienza di tipo spirituale …

Per cui le tappe più importanti sono state: prendere coscienza che io ero quello! Non c’è stato un risveglio, chè molti parlano di risveglio.

Io sono nato così: bello sveglio; cioè: se vi dovessi dire che mi sono svegliato, non è vero.

Sono sempre stato sveglio, ma non sempre ho compreso quello che mi capitava.

Ma, ad esempio, l’incontro con Eugenio Siragusa: può essere considerato una tappa fondamentale, mi sembra.

Questo è stato non solo una tappa fondamentale, se vogliamo parlare di tappe. E’ stato una conseguenza, tra virgolette, obbligata, del mio percorso, perché io Eugenio l’ho conosciuto in molte vite: almeno in cinque esistenze.

Ho lavorato con lui negli aspetti più importanti, in cui il mutante che lo personificava, ha operato in questo mondo.

Quindi Eugenio in questa vita ha risvegliato ciò che io sono.

In qualche modo mi ha riconosciuto e diciamo che è stato una tappa importante e soprattutto di conferma a quello che sentivo; quindi sai: conoscere una persona che attraverso una raccomandazione spirituale …

Perchè di fatto è accaduto questo: è stato Papa Giovanni che mi ha mandato da Eugenio: non è stato un evento così casuale.

Io in una seduta medianica sono stato invitato a incontrare un uomo che era in contatto con i Fratelli dello Spazio.

Ma io non sapevo chi era.

Quindi mi sono informato, sono andato in Sicilia e l’ho incontrato.

Papa Giovanni mi mandò a incontrare Eugenio, perché mi disse (cosa che non ho ancora scritto, ma sarà nel mio prossimo libro ): “Il tuo destino si compirà quando in Sicilia incontrerai un uomo che è in contatto con i Fratelli Celesti.”

E io vado in Sicilia, incontro quest’uomo, e stava lì, in via “ Giovanni ventitreesimo”.

La solita sincronicità!

Ecco, però, vedi, questo piccolo tassello mancava alla storia che tu hai sempre raccontato.

Ho letto, proprio alcuni giorni fa, questo pensiero di Gustavo Roll: “ L’amore che doniamo è la sola ricchezza che conserveremo per l’eternità”. Vuoi commentare queste parole ancora una volta?

Come no! D’altra parte vorrei commentarle con l’inizio del libro che presenterò domenica a Bergamo: “Dio è Amore”

Chi non ama, non conosce Dio. Questa è veramente la verità di tutte le verità che si collega anche alle dichiarazioni di Gustavo Roll.

Anche le dichiarazioni di tutti i personaggi che hanno operato nel campo del Risveglio e della Coscienza: hanno tutti un filo conduttore e l’origine di questo filo conduttore è: la conoscenza di Dio, quindi conoscenza di questo Amore di cui tutti si è partecipi, anche se inconsapevolmente.

E portatori.

E portatori.

L’unica cosa che noi dobbiamo fare, proprio per Legge di Incarnazione, è far di tutto per essere amati e amare. Questo è il concetto.

Siamo solo qui per questo motivo.

Le altre spiegazioni sono fantasticherie.

Quindi l’uomo deve imparare ad amare e far di tutto per essere amato.

Non c’è altra cosa da fare.

Grazie. Molto spesso parli di “amore in azione”.

Vuoi sintetizzare qui, ancora una volta, cosa intendi?

Paola Raimondi e Giuliano Falciani (foto di Gaia Gulizia)

L’hai detto tu: la gentilezza è la più alta espressione d’amore che l’uomo può praticare e conoscere.

E noi dell’Amore non conosciamo altro che un barlume e questo barlume si nasconde, guarda un po’, nel motivo della tua intervista: dietro la gentilezza.

Infatti, il popolo d’Israele considera altamente, proprio per le informazioni che hanno ricevuto dal Piano Divino, che la gentilezza è l’unico attributo dell’Amore comprensibile e praticabile dall’essere umano: perché quando una persona è gentile, è tutto ciò che l’Amore chiede di essere.

La gentilezza ti permette di entrare nel cuore della gente, ti permette di farti amare, di essere una realtà da considerare .

E’ molto rara, sai, la gentilezza in un mondo come questo, dove tutti pensano per conto proprio, tutti pensano di arrivare da qualche parte.

Nessuno si ferma un attimo a considerare l’esigenza del prossimo .

La gentilezza è l’atto d’amore più puro che noi, esseri umani, possiamo manifestare.

Grazie. Questa è una domanda che si discosta un po’ dal tema della gentilezza. Cosa intendi per “pensiero creativo” e come può aiutare il percorso evolutivo?

Il pensiero è creatore… ma tu mi inviti a nozze!

Il pensiero è creatore, il pensiero crea, è l’unica realtà che crea, perché è l’aspetto divino in ogni creatura.

Questa è la partecipazione vera, l’unica che noi abbiamo in Dio.

Lo sai che noi continuiamo a pensare anche da morti? E quindi continuiamo a creare tutte quelle realtà di cui poi faremo parte nella futura esistenza?

Se no, per quale motivo si racconta (e anche io racconto) di esperienze vissute in mondi paralleli, costruiti dai trapassati in attesa del loro autogiudizio?

L’essere può creare quello che vuole, perché il pensiero è proprio l’essenza divina in ogni creatura e siccome l’uomo è creatore, dobbiamo sempre pensare che, siccome il pensiero crea, noi – e non ho paura a dichiarare questo- non siamo stati creati da Dio.

Questa è una grossa e coraggiosa affermazione, perché è tanto semplice: se tu pensi che Dio ci abbia creato, hai bevuto un fiasco di vino quel giorno; perché non c’è persona che sta bene in questo mondo.

Quindi, cosa avrebbe creato: disordine, confusione…

Sono i pensieri che noi abbiamo emanato in altre esistenze che hanno creato la nostra presenza in questo mondo.

Quindi noi siamo un’autocreazione.

Dio dà a tutte le creature le stesse opportunità, poi sono le creature che spendono o non spendono i loro tesori divini per poter migliorare e perfezionare le loro esistenze.

Chi non spende, non acquista in evoluzione; chi trattiene, perde.

Cosa è, per te, la gentilezza, è superfluo domandartelo a questo punto, perché mi sembra che tu abbia già risposto ampiamente.

Però, se vuoi sintetizzare…

Io ripeto quello che ho detto: la gentilezza è l’unico aspetto dell’Amore che l’uomo può comprendere e praticare; tutto il resto segue.

La logica che chiamiamo Amore, in questo tempo e in questa dimensione non possiamo comprendere, perché non ne facciamo ancora parte consapevolmente.

La gentilezza è innata o si può coltivare ed esercitare?

La gentilezza è un attributo dell’ Amore e quindi di Dio, che deve essere esercitata nella vita, proprio per creare destini sempre migliori e più luminosi.

Quindi la gentilezza sì, aumenta vita dopo vita; si crea attraverso un comportamento, un modo di pensare e soprattutto si rafforza attraverso l’azione quotidiana.

Quindi, è implicito che sia motivo di evoluzione…

Sì, assolutamente.

Secondo te, la gentilezza, ma anche qui hai già risposto prima: è ancora di moda al giorno d’oggi?

E un mondo senza gentilezza avrebbe ragione di esistere?

Un mondo senza gentilezza è un pianeta arido e tu sai bene che quando un pianeta è arido, la vita non può esistere; quindi la gentilezza è alla base dell’evoluzione, quindi alla base della vita.

E al giorno d’oggi credi, osservi che la gentilezza è diffusa o non è più di moda?

E’ diffusa ma non troppo, però stupisce e meraviglia, proprio perché gli esseri umani hanno perso questa pratica divina.

E quando trovi qualcuno che all’autogrill ti apre la porta, non fai altro che svegliarti e meravigliarti per qualcosa di molto raro.

La gentilezza è una caratteristica più maschile o femminile? Perchè?

Gli attributi dell’Amore sono asessuati e non hanno identificazione in una diversificazione.

Anche un fiore è gentile, perché esprime tutto se stesso senza chiedere nulla.

Gentilezza è un amore incondizionato, quell’amore incondizionato che noi manifestiamo come slancio interiore.

Non deve essere mai però gestita dalla mente, perché la mente pone sempre delle condizioni.

“Io apro la porta, per ricevere qualcosa in cambio”.

Invece la gentilezza deve nascere come un fiore, spontaneamente ed essere lì a disposizione di tutti.

E’ un dono gratuito.

Quali sono, in tre parole, le qualità essenziali, le qualità positive della gentilezza?

Rispetto, comprensione… l’amore è troppo; educazione, sì, se l’educazione nasce dal cuore, non dalla logica sociale, altrimenti è qualcosa che stona.

Tu ti rendi conto che le persone educate che si impongono questo “fare”, disturbano; invece l’educazione è una componente dell’Amore che ti porta al rispetto, alla comprensione e anche, se mi permetti, alla compassione.

Quindi è…rispetto, comprensione e anche, dicevi, compassione. E’ come essere vicino all’altro e di conseguenza la gentilezza nasce.

Nasce dalla vicinanza, dal sentirsi vicino all’altro.

Dall’ immedesimarsi, con gli occhi si riescono a vedere i bisogni dell’altro.

Ricordi un atto particolare di gentilezza che ti è rimasto impresso: di tanto tempo fa o recente, che tu hai compiuto: un atto particolarmente significativo che ricordi ancora?

Io cerco di vivere continuamente questo aspetto; e quando non lo vivo me ne dolgo, perché mi rendo conto che in quel momento non ho avuto la giusta pazienza per essere gentile; perché la pazienza è importante … la tolleranza, la pazienza, che conduce alla gentilezza, sono tutti aspetti dell’Amore con cui l’uomo si completa.

Io ricordo tante cose, è un po’ come celebrare … parlando sono autocelebrative .

La gentilezza è un sentimento che possiamo provare interiormente e lo proviamo nel momento in cui noi agiamo d’istinto in una azione di bene e immediatamente percepiamo in un sorriso o in un apprezzamento, una benedizione incredibile.

Grazie. Ricordi, invece, un atto di gentilezza ricevuto, che ti ha sensibilmente colpito? Un atto che non ti aspettavi, di gentilezza…

La vera gentilezza non si aspetta mai, è sempre un dono.

Come si fa ad aspettarsi, è come un qualcosa di condizionato.

Io posso dire che la mia vita è coronata da gentilezze, perché l’Universo esprime la sua gentilezza attraverso l’amore del prossimo.

Quello che loro fanno per te, è un comando dell’Amore di Dio che tu riesci a comprendere ed esercitare; quindi ti potrei dire che la mia vita è costellata da gentilezze, perché io ricevo continuamente da tutto e da tutti…

E puoi essere così gentile da farci un esempio…

Giuliano Falciani (foto di Gaia Gulizia)

Sai che io non riesco a fissare certe cose, perché entrano in un calderone, mi rendono felice.

Ti posso dire che può essere gentile una persona …

Ecco, faccio degli esempi: può essere un aspetto gentile quando tu ti senti veramente compreso in una discussione, quando senti che c’è una condivisione, un’accoglienza, un non giudizio.

Sono tutti aspetti della gentilezza.

Come dicevo prima, la gentilezza è un aspetto dell’amore, l’unico, che noi possiamo condividere, vivere.

Anche venendo qui ho avuto un sacco di gentilezze .

Quando qualcuno ti vuole bene, quando qualcuno ti dà una carezza, anche nell’anima, è sempre una gentilezza. Che ricevi.

Come si fanno a fissare? Sono talmente tante: non riesco a dire : questa è più importante di quell’altra…perchè anche le fusa del gatto…

Sono pienamente d’accordo con te su questo.

Gli animali sono tutti sempre gentili, anche solo per il loro esistere…

sono d’accordo pienamente sul gatto, anche perché ho una gatta a casa .

E una donazione d’amore, la gentilezza..

Come no! Siamo, dobbiamo essere tutti gentili

Ecco, l’ultima domanda è davvero superflua, ma io la faccio ugualmente:

Tu ti consideri una persona gentile?

A volte sì, a volte no.

Ti ho detto prima che a volte mi dolgo, per non accorgermi di ciò di cui dovrei accorgermi.

Ma io cerco di essere una persona gentile, perché ho bisogno di essere benedetto, continuamente.

Il Papa chiede le preghiere, io cerco benedizioni, ma non dal Papa; per il bene che faccio e da tutti coloro che incontro.

Hai già detto tanto, tanto.

Hai però da aggiungere qualcosa sulla gentilezza?

Sì: siamo, dobbiamo essere tutti gentili, perché la gentilezza è la porta che apre al vero Amore.

(intervista a cura di Paola Maria Raimondi, con la collaborazione di Gaia Gulizia – foto di Gaia Gulizia).

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Puntate precedenti:

Intervista a Gianni Radice – di arte e gentilezza

Intervista a Lorenzo Pianotti – di cavalli e gentilezza

Intervista a Giorgio Gallavotti – di bottoni e gentilezza

Intervista a Eugenio Barba – la casa con le ruote e la gentilezza

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