Sono arrivata a Matera grazie al fotografo Ugo Baldassarre, che cercava compagni di viaggio e condivisione di punti di vista su una festività che da tempo studia ed esplora: la Festa della Bruna, le cui celebrazioni sono le più importanti dell’anno per i cittadini di Matera.
Giungere finalmente nella Città dei Sassi,che era da tempo nei miei programmi di viaggio, è stato strano ed emozionante, come ogni volta che si fa il primo passo in un luogo a lungo immaginato e vagheggiato.
Abbiamo avuto il tempo di esplorare la città e i suoi antichi Sassi nel corso di un primo sopralluogo, compiuto prima del grande giorno della Festa, quando fervevano i preparativi, e nell’aria e nei volti delle persone si leggeva un senso di elettrizzante attesa. Il ritratto di Matera è un altro capitolo, che arriverà prossimamente su queste pagine.

La festa della Bruna
I significati stratificati che questa festività religiosa racchiude sono molteplici, ed è molto interessante esplorarli: riecheggiano gli antichi rituali pagani di smembramento, come i riti dionisiaci, e la convinzione che cibarsi di un frammento di una divinità pagana portasse a incorporarne una scintilla (un fondo di verità esiste, se pensiamo che ci cibiamo non solo della materia, ma anche dell’energia che essa racchiude).
Il ciclo continuo della vita e della morte è rappresentato dalle due direzioni seguite dalla processione che porta la Madonna e suo Figlio lungo le vie della città: la processione parla anche del cammino di trasmutazione dell’anima umana, di cui tratta la Divina Commedia di Dante, e più indietro nel tempo, antichissime mitologie come quella egiziana.

La Bruna – esterno giorno
La processione inizia subito dopo la grande Messa: è un serpente illuminato dal sole, che cambia pelle a ogni angolo, perdendo frammenti di squame lungo la strada.


Il suo corpo è formato da persone di ogni età, che si uniscono in una sorta di lucida trance che li porta a camminare e salmodiare per un lasso di tempo indefinito.
C’è chi testimonia la sua fedeltà indossandone uno slogan, e chi, come me, arriva qui per la prima volta, con curiosità e desiderio di guardare e ascoltare con attenzione.

Nell’aria dolciastra dell’estate mediterranea alcune apparizioni giungono, come folate di vento marino, a risvegliare dal sopore.


Poi arriva il tempo del riposo, e Matera, avvolta da un abito di tulle umido di calura estiva, si accoccola posando lo sguardo assonnato sul profilo delle Murge.

La Bruna – esterno notte
È la notte il momento principe della festa: un oceano umano inonda le strade, e resta paziente in attesa, ancora una volta.

Si tratta dell’ultimo strascico di una sospensione durata un anno, iniziata all’alba del 2 luglio dell’anno passato.

Le luci delle luminarie sono accese, e il loro scheletro bianco è ora vestito di colori brillanti, che illuminano i volti delle persone impegnate a chiacchierare allegramente, catturare immagini, oppure ad osservare con il volto rapito il paesaggio della festa.
Non si sa esattamente quando e come sia avvenuto, ma a un certo punto scoppia l’euforia nata dalla visione dei primi personaggi emersi dalla dimensione della Bruna: i cavalieri sono come antichi gladiatori, o contemporanei divi dello spettacolo, il cui arrivo è giunto improvviso da un altrove indefinito.

Il tempo si fa liquido e appiccicoso come caramello, e trascorre a passi lenti, che si scorgono attraversare i volti di chi guarda l’orizzonte dell’arrivo; l’attesa del momento più importante viene gustato fino in fondo, fino a quando Lei affiora, galleggiando nell’aria come un essere soprannaturale.
La Madonna della Bruna è portata in trionfo su un carro nuovo di zecca, con colori, forme e personaggi inediti, dedicati solo e unicamente a questo nuovo anno, come da tradizione.


Il corteo è fatto di canti e di sorrisi d’estasi; pare che i corpi fisici scompaiano in una bruma che avvolge la Bruna e la fa scivolare in mezzo ai suoi devoti, lungo le strade e le piazze, abbracciata da sguardi lanciati come fiori dai balconi e da dietro le transenne.

Il momento della distruzione del carro è lo sfogo finale di un’energia che ha covato la sua esplosione e vuole alzare la voce e cantare un canto spiegato, virulento, che affoga nell’ebbrezza di un’ubriacatura collettiva.
L’appuntamento con la Rinascita è fissata per il prossimo 2 luglio. Come ogni anno, in un ciclo ininterrotto.
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Riferimenti utili:
Il sito ufficiale della Festa della Bruna
Guida a Matera – Visita Matera












