La montagna, creatura archetipica di grande potenza, racchiude fra le sue viscere materie preziose come l’oro, elemento alchemico per eccellenza, ma anche la pirite, il rame, e altri materiali che, grazie al sapiente intervento dell’uomo, si trasformano principalmente in energia, motore della vita.
Durante il mese di agosto ho avuto occasione di visitare uno dei numerosi siti minerari dell’Ossola piemontese, a cinque giorni dalla sua riapertura.
Durante il mio soggiorno fra le valli dell’Ossola ai piedi del Monte Rosa , terra ricca di siti minerari, ho avuto occasione di visitare la Miniera del Taglione, cinque giorni dopo la sua riapertura ufficiale.

Si tratta della Miniera del Taglione, situata nella suggestiva Valle Antrona, ad Antrona Schieranco, in provincia di Verbania.

La visita guidata è organizzata da Geoexplora di Enrico Zanoletti, geologo e guida escursionistica ambientale, che conduce in prima persona la visita per piccoli gruppi, trasmettendo grande passione e un grande sapere.

Enrico ci ha guidati attraverso un viaggio che ha una durata effettiva di circa un’ora, ma che porta a immergersi in una dimensione dove il tempo perde ogni connotazione abituale. Inoltrarsi nelle viscere della terra, accompagnati dal suono del suo battito interno, è un’esperienza di cui ricordavo bene la potenza, avendo visitato in passato la Miniera d’oro della Guia di Pestarena (Macugnaga).
Dopo un’introduzione storica e geografica, abbiamo varcato la soglia della Miniera attrezzati come i minatori di un tempo, di cui abbiamo ripercorso la dura vita quotidiana, spesa quasi interamente nell’oscurità e nell’umidità di un luogo evocativo ma estremamente ruvido per chi lo viveva come fonte di sussistenza primaria.

Aiutato da una serie di pannelli illustrativi, la guida ci ha raccontato nei minimi particolari il lavoro che veniva svolto dai minatori, gli attrezzi usati per la loro attività, i rischi affrontati quotidianamente e ciò che i loro sensi percepivano in un antro magico per le risorse naturali che dona, ma estremamente impervio per chi lo ha abitato per lunghi anni.
La Miniera del Taglione è stata “casa” anche del partigiano della Resistenza Renato Grattini, che qui si è nascosto per 21 lunghi giorni nel 1943, e qui è tornato nuovamente a rifugiarsi nel 1945, durante la seconda guerra mondiale, insieme ai compagni Ugo Miazza e Armando Trisconi. Un mese prima della fine della guerra, scendendo in paese per ascoltare Radio Londra, Grattini venne catturato e giustiziato dai nazisti. Sulle pareti della miniera si trova testimonianza del suo passaggio: verso la fine del percorso riusciamo a leggere il suo nome, scritto manu propria durante il periodo in cui si nascose sottoterra.


Per visitare la Miniera del Taglione (il biglietto, che comprende l’ingresso e la guida, ha un costo di 12 euro) è necessario effettuare una prenotazione, ai seguenti contatti:


