Margherita è originaria della provincia di Biella, e vive a Barcellona da quattro anni. Lavora nell’ambito della ristorazione, ma nel periodo in cui l’ho intervistata si trovava a casa, perché in attesa del suo primo bambino.
Margherita ha risposto ad una “chiamata” da me lanciata per cercare italiani che vivono a Barcelona e che avessero voglia di raccontarsi.
Di Margherita mi ha colpita la serenità e la levità con la quale ha raccontato le sue esperienze e le sue scelte di vita, offrendomi la sua confidenza in un momento delicato dell’esistenza quale può essere l’attesa di una nuova vita.
Cosa è per te casa?
Casa è amore. L’amore che mi circonda. Casa sono le persone a me care, con le quali condivido le gioie e le difficoltà di ogni giorno. Per questo mi sono sentita a casa in diversi posti nel mondo, alcuni molto lontani sia geograficamente che culturalmente dal mio luogo di origine. Casa sono i ricordi di momenti felici, ricordi che ti segnano per sempre, che ti rimangono nel cuore.

In cosa riconosci le radici, e quali senti siano le tue?
Io sono nata e cresciuta fino ai diciotto anni in un luogo speciale. Un piccolo paesino di sole ottanta anime sotto le montagne Biellesi, nel nord ovest del piemonte. Una casa rustica immersa tra il verde dei prati e il verde scuro dei boschi. Dove di notte si vedono tutte le stelle e di giorno si possono apprezzare i caprioli che vengono a brucare di fianco a casa.
Non sarò mai sufficentemente grata ai miei splendidi genitori che mi hanno dato solide radici per voler sempre tornare e ali per volare e scoprire tutte le meraviglie del mondo.
Le radici che sono profondizzate in me sono i valori quali l’umilità, l’onestà, il trovare la felicità nelle piccole cose, l’immenso amore per la natura e gli animali; sono inoltre i profumi e i sapori della mia fanciullezza. L’amore e l’arte nel cucinare con ingredienti semplici e deliziosi.
Le radici sono il motivo per il quale sempre ritorno al paesello e ogni volta un pò più felice di ritornarci.

Quanto conta la cultura come strumento di interconnessione fra persone di origine diversa?
Quello che ho imparato durante gli ultimi dodici anni da emigrante e viaggiatrice è che tante cose differenziano le culture dei differenti paesi ma una cosa ci accomuna tutti. L’amore. L’amore per la famiglia, per la libertà e per il cibo.
Certo ci sono differenze nelle culture diverse del concetto di famiglia, di libertà e di cibo per questo viaggiare mi ha aiutato ad aprire la mente per capire quali siano queste differenze, acettarndole ed apprezzandole.
Cosa ti fa sentire a casa nel luogo dove vivi? E nel tuo luogo di origine?
A Barcellona mi fa sentire a casa quando cammino per strada e sento parlare tante lingue diverse. Mi fa sentire a casa andare al corso pre-parto e sedermi tra una ragazza colombiana e una signora giapponese. Mi fa sentire a casa poter scegliere di mangiare una pizza, una arepa, un asado o una paella nel raggio di un solo isolato. Mi fa sentire a casa la possibilità di avere, a solo mezzora di treno, un aeroporto internazionale dal quale posso viaggiare letteralmente ovunque. Mi fa sentire a casa, ogni sera ritornare nel mio piccolo e semplice appartamento in una strada anonima di una grande città e trovare l’abbraccio del mio compagno che, a pensare dalla differenza di cultura e di origini, mi scalda il cuore come mai nessun connazionale aveva fatto prima.
Nel mio luogo di origine mi fa sentire a casa il fatto che non cambia mai nulla. Le persone sono sempre le stesse, con il loro ritmo lento e costante. Il profumo del prato bagnato, il mio cane che, ormai cieco e sordo, non smette di scodinzolare dopo avermi annusata sulla porta di casa. I miei genitori che con l’amore di sempre cucinano polenta e formaggio.
Qual è il luogo che più ami di Barcellona?
Il luogo che ho più caro qui a Barcellona è la Plaça de la Virreyna. Si trova nel quartiere bohemio di Gracia. Quando più di tre anni fa il mio compagno mi ha invitata ad un primo appuntamento, mi ha sorpresa portandomi a mangiare un panino (delizioso!!) seduti sui gradini della chiesa che sovrasta la piazza è stato il luogo in cui ho capito che era l’amore della mia vita, perchè era diverso da tutti gli altri.
La tua attività/ il tuo progetto di vita rappresenta per te “casa”?
Attualmente sto lavorando presso una piccola impresa famigliare che si occupa di ristorazione e hospitality in generale. Quindi per quanto bene io mi trovi sto lavorando sempre per conto terzi.
Il mio, ormai nostro, sogno è quello di aprire un piccolo ristorante dove il cliente si senta a casa. Dove le nostre due culture si fondano in piatti semplici elaborati con amore.

Come e perché hai scelto Barcellona come meta?
Credo molto nel destino e, arrivare a Barcellona più di tre anni fa ne è la prova.
Dopo il mio viaggio zaino in spalla alla scoperta del sud america ero a casa dei miei genitori senza sapere che fare della mia vita, dove andare, per la prima volta non avevo idee nè mete.
Un`amica si stava trasferendo a Maiorca e mi propose di andare con lei e io, pur di avere un piano, accettai. A pochi giorni dalla partenza prevista cambiano le carte in tavola. Alla mia amica propongono un posto di lavoro a Barcellona, ricevo la notizia e penso che nella città più famosa e artistica d’europa non ci sono mai stata ed è ora di rimediare! Cosi cambiamo i biglietti e in primavera arrivo a Barcellona. Non conoscevo nulla della città ed è stato fantastico scoprirla poco a poco.
Quando hai sentito che Barcellona era diventata casa?
Barcellona mi ha accolta con un caldo abbraccio fin da subito. Ho trovato alloggio e lavoro poco dopo il mio arrivo. La città è grande però a misura d’uomo. La si può girare in bicicletta, si affaccia sul mediterraneo e ci sono più di ottomilacinquecento ristoranti (dato per me fondamentale!)
Però certamente mi sono sentita davvero a casa quando ho capito che Sebastian, il mio fidanzato, sarebbe stato il mio compagno di vita, ho sentito che con lui avrei potuto stare ovunque senza mai sentirmi più lontana o sola.

I tuoi amici sono in maggior numero italiani, spagnoli, o persone di altre nazionalità?
Ho pochi amici a Barcellona, molti conoscenti ma pochi amici. Pochissimi di loro sono italiani, una tra questi l’amica con la quale sono arrivata!
Il mio compagno è argentino e lui si che ha un gruppo molto affiatato di amici della stessa nazionalità che da anni a questa parte sono diventati anche amici miei. L’integrazione con la società catalana è un po’ più difficile anche se in questo caso il lavoro mi aiuta molta essendo che la maggior parte dei miei colleghi sono originari di Barcellona.

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Radici di Casa è un progetto di fotografia e racconti ricevuti in dono: da parte di italiani che vivono all’estero e di stranieri che vivono in Italia.
Questo progetto nasce dall’esigenza di una ricerca sul concetto di radici – in senso interiore e culturale – e al tempo stesso come un modo per diffondere la bellezza della diversità, racchiusa nelle molteplici culture del mondo.
Le persone che incontro mi accolgono nello spazio intimo della loro casa, oppure nel luogo dove svolgono l’attività attraverso la quale parte della loro esistenza scorre, nella città e nel paese dove si trovano a vivere i loro giorni.
Mentre mi porgono il racconto di stralci del loro Viaggio, con la macchina fotografica ritraggo i loro lineamenti e quelli del luogo che come un guscio li avvolge, e svolge il loro essere qui, ora.
A loro in cambio io offro ascolto, insieme a un foglio fitto di domande alle quali, dopo aver lasciato sedimentare il silenzio, risponderanno, ognuno con il tempo che gli è proprio.
Le tappe di Radici di Casa sono state finora Berlino, Barcelona, e Milano.
