Il Mercante di Venezia è una commedia dal sapore noir, che il regista Paolo Valerio propone al Teatro Manzoni di Milano (dal 7 al 19 maggio) in un allestimento accurato che vede come protagonista Franco Branciaroli, affiancato da un cast di attori che sostengono con talento e intensità il ritmo della vicenda.

Difficile affrontare un testo che propone temi spinosi, complessi, ricchi di sfumature, a partire dal tema razziale: Shylock è il “cattivo”, ma non lo è in quanto ebreo; si tratta piuttosto di un personaggio moralmente riprovevole nato come ebreo. Ogni personaggio, come sempre accade in Shakespeare, racchiude in sé luci e ombre.
Il ruolo delle donne è sempre di impatto, e risolutivo nell’intrico della vicenda, ma bisogna esaminare attentamente il testo per individuare la sottigliezza che racchiude ogni battuta nell’economia dello svolgersi della trama, che non è per nulla semplice e alla luce del sole come sembrerebbe in apparenza.
Quelli shakesperiani sono dunque personaggi dalla personalità complessa, che non è semplice rappresentare senza correre il rischio di una banalizzazione, o nella migliore delle ipotesi, di una messainscena letterale senza alcun “sapore”.
L’adattamento e la regia di Paolo Valerio riescono a tratteggiare i colori salienti della vicenda, grazie all’economia complessiva dell’allestimento: la scenografia dai toni cupi, i movimenti di scena che alternano naturalezza e gesti studiati, l’espressività con cui vengono modulate le battute, concorrono alla riuscita di un’opera che richiede un ascolto attento di oltre due ore.
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Il Mercante di Venezia
di William Shakespeare
Traduzione Masolino D’Amico
con Piergiorgio Fasolo
e (in o. a.) Emanuele Fortunati, Riccardo Maranzana, Stefano Scandaletti, Lorenzo Guadalupi, Giulio Cancelli, Valentina Violo, Mauro Malinverno, Mersila Sokoli, Veronica Dariol
Adattamento e regia Paolo Valerio
Scene Marta Crisolini Malatesta
Costumi Stefano Nicolao
Luci Gigi Siccomandi
Musiche Antonio Di Pofi
Movimenti di scena Monica Codena
