Nel corso di un viaggio, arriva sempre quel momento.
Ci si arma di occhiali che schermino dall’umidità del mare degli occhi, oppure la si lascia arrivare, ed essere, finchè è necessario.
Dipende.
Dal momento che indossiamo, dalla musica del nostro stato d’animo corrente.
Ma qualcosa, sempre, accade, o non sarebbe vita.
Non viviamo nello scrigno dei carillon, nè lo desideriamo, nonostante quei giocattoli per adulti e bambini appaiano tanto dolci.
Quindi si parte.
Ciò che rimane sono i colori
….la voce carezzevole del mare….
….con la girandola di forme e colori dei suoi umori….
le strade percorse al ritmo dei miei pensieri
…e la consistenza che i pensieri hanno preso in immagini
Un tassello in più nel grande dipinto della mia vita. L’accordatura della mia voce, perchè moduli parole dai colori sempre più chiari. Un varco verso e attraverso.
Almuñècar è storia diventata odore di vita e di popoli; strade che si incamminano senza fretta verso un mare che preferisce la quotidianità delle storie raccontate ad occhi socchiusi e cuore leggero, piuttosto che le avventure spericolate delle acque dai fremiti passionali. E’ un gioco di bambini che sanno di risa in bicicletta e dolcetti da succhiare all’infinito, cullandosi nel tepore dell’amore materno.
(Maggio 2013)
