Un mese di repliche da tutto esaurito. Con la promessa di tornare, nella prossima stagione del Teatro Franco Parenti.

Chi come me, la più recente regia di Andrée Ruth Shammah tratta dal testo dello scrittore Roy Chen, è stato un successo di critica e di pubblico.

La vicenda che vede protagonisti un gruppo di ragazzi giovani e giovanissimi ospiti di un ospedale psichiatrico, ha come tema portante il potere di guarigione dell’arte – e del teatro nello specifico – nel suo significato più profondo: quello di un Incontro reciprocamente trasformativo.

Lo spazio simbolico creato dalla pratica teatrale si offre come spazio di ascolto e relazione, abbattendo barriere, aprendo varchi inusitati fino ad un attimo prima, tendendo una mano verso chi ha bisogno di un invito per trovare il coraggio di esprimere la propria voce.

Attorno al gruppo dei ragazzi ruotano le figure “adulte”: genitori e terapeuti; ognuno fa quello che può o quello che sa, portando comunque, consciamente o inconsapevolmente, nuovi tasselli per la crescita delle giovani vite.

Questo è il senso delle relazioni: smuovere, fornire spunti per avanzare.

Ogni personaggio ha una personalità ed un vissuto ben preciso, che apre una finestra sul percorso umano, fatto di passi, cadute, nuovi inizi, in questo caso amplificato dalla situazione di disagio che vivono gli adolescenti protagonisti di questa storia.

Una scena dello spettacolo © Teatro Franco Parenti

L’incipit Chi come me diventa il fil rouge che informa un percorso che si snoda attraverso l’incontro dei ragazzi fra di loro e dei ragazzi con gli adulti: quello dell’empatia, che illumina la possibilità della vicinanza.

Ottima la prova attoriale dei giovani attori, che entrano completamente nella pelle dei propri personaggi, affiancati da attori adulti che possono vantare un’anzianità scenica capace di accompagnarli in una danza che fluisce agganciando l’attenzione dello spettatore dall’inizio alla fine dello spettacolo.

Chi come me sarà riproposto nel prossimo mese di ottobre, inserito all’interno della programmazione della stagione 2024-2025 del teatro Franco Parenti.

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di Roy Chen

adattamento, regia e costumi di Andrée Ruth Shammah
traduzione dall’ebraico Shulim Vogelmann

con in o.a. Sara BertelàPaolo BrigugliaElena LiettiPietro Micci
e con Amy Boda, Federico De Giacomo, Chiara Ferrara, Samuele Poma, Alia Stegani

allestimento scenico Polina Adamov
luci Oscar Frosio
musiche di Brahms, Debussy, Vivaldi, Saint-Saëns, Schubert … e Michele Tadini

assistente alla regia Diletta Ferruzzi
assistente allo spettacolo Beatrice Cazzaro
consulenza vocale Francesca Della Monica
direttore dell’allestimento Alberto Accalai
direttore di scena Paolo Roda
elettricista Domenico Ferrari
fonico Marco Introini
sarta Marta Merico
scene costruite da Riccardo Scanarotti – laboratorio del Teatro Franco Parenti
costumi realizzati da Simona Dondoni – sartoria del Teatro Franco Parenti
gradinate costruite da Pietro Molinaro – Scena4

produzione Teatro Franco Parenti

rassegna La Grande Età, insieme

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