Lo scorso 24 giugno al Cas – Centro di Accoglienza Straordinaria di via Fantoli a Milano, struttura di Fondazione Progetto Arca è stata presentata l’opera di street art partecipata “L’Albero della Vita” realizzata dallo street artist Federico Pongo 3D.
L’opera, che evoca i sogni, le speranze e le origini dei ragazzi di molteplici etnie e culture accolti dal Centro, è stata creata insieme agli stessi ragazzi; la bellezza come strumento per sostenere le difficoltà di una nuova vita, per portare colore e nuova fiducia.
Ho chiesto a Pongo quale sia per lui il ruolo dell’arte nell’apportare benessere per la società e nella vita quotidiana dei singoli individui, e perché abbia scelto l’albero come protagonista del suo murales.

(“L’Albero della Vita” di Federico Pongo 3D )
Ecco cosa ha risposto.
Tutta l’arte porta benessere, con la differenza che l’opera singola viene rinchiusa in una stanza solo per pochi eletti, mentre la street art e i grossi murales sono arte pubblica, e vengono quindi usufruiti da una vasta gamma di persone. In questo caso questa opera, realizzata nel Centro di via Fantoli per il Progetto Arca ha un senso di comunità, quindi va a trasmettere a tutti gli ospiti del centro, presenti e futuri, un senso di libertà, di futuro, una rassicurazione: perché l’effetto del colore ha un impatto sull’umore. Quindi l’arte pubblica è un arte che deve trasmettere un pensiero, un significato, ma anche una sensazione.
L’albero è il simbolo della vita. In questo caso non solo abbiamo l’albero natura, ma le loro radici (n.b.: dei ragazzi) che si vanno a diffondere nei rami: alcuni ragazzi arrivano dal Pakistan e si ritrovano in Italia, altri arrivano dall’Africa e si ritrovano in Italia. Vogliamo trasmettere il senso che è solo l’inizio di un percorso, e poi questi rami vanno in un loro singolo percorso di vita. Quindi doniamo speranza, un futuro.

Federico Pongo e i ragazzi ospiti del Cas di via Fantoli
Il Centro di via Fantoli non è nuovo a questo tipo di iniziative: a novembre scorso una collaborazione con Franco Mussida e il CPM Institute ha dato vita al progetto di un’Audioteca di ascolto emotivo, che si avvale del potere evocativo della musica come supporto e strumento di consapevolezza delle proprie emozioni per gli ospiti del centro di accoglienza.
Perché arte, creatività e bellezza sono nutrimenti essenziali per un vivere all’altezza del valore do ogni esistenza.
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