Carlo Buccirosso presenta al Teatro Manzoni Il vedovo allegro, opera che affronta un tema spinoso che Buccirosso, che è anche autore della drammaturgia oltre che regista, sceglie di trattare con toni che sfumano dal comico al grottesco.

Protagonisti dell’opera sono alcuni inquilini di un palazzo signorile di Napoli, che intrecciano le loro vite, i desideri e gli affanni che portano con sé, giungendo infine a creare una sorta di rete che li avvicina gli uni agli altri, complice una successione di vicende caratteristiche della classica “commedia degli equivoci”.
Carlo Buccirosso racconta in conferenza stampa che il suo intento è sempre quello di raccontare il sociale nei suoi spettacoli, e lo fa adottando nei toni la vena caustica della napoletanità più verace.
La scena, che rappresenta l’abitazione del protagonista, il “vedovo allegro” (intenzionale il riferimento all’operetta di Franz Lehár) si presenta come un “museo archeologico” dell’intera vita di un uomo che si ritrova solo e senza il suo lavoro: ma i rocamboleschi casi della vita e degli incontri umani riempiranno nuovamente i suoi giorni di vita e voci nuove.
Il valzer finale evoca la speranza nuova che fiorisce nei cuori di tutti i personaggi.
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IL VEDOVO ALLEGRO
scritto e diretto da Carlo Buccirosso
con Gino Monteleone (dall’11 al 14 marzo) / Mimmo Chianese (dal 18 al 23 marzo), Massimo Andrei, Elvira Zingone, Davide Marotta, Donatella de Felice, Stefania De Francesco, Matteo Tugnoli
Scene Gilda Cerullo e Renato Lori
Costumi Zaira de Vincentiis
Musiche Cosimo Lombardi
Disegno luci Luigi Della Monica
Aiuto regia Fabrizio Miano
