Il piano della realtà e quello della finzione si avvicendano nell’allestimento scenico di Schegge di memoria disordinata a inchiostro policromo a cura di Gianni Forte (drammaturgia) e Fausto Cabra (regia), ispirato a un fatto di cronaca che vede protagonista un giovane uomo, Billy, nella cui psiche si avvicendano e agitano molteplici personalità; cinque di queste identità frammentate sono poste sotto i riflettori del Teatro Franco Parenti (in scena fino al 13 aprile), in uno spettacolo forte, inquietante, disturbante e al tempo stesso affascinante per gli spunti che porta a galla: in ognuno di noi – senza arrivare all’estremo della patologia – vive una molteplicità di “io”, una nessuna e centomila, frutto di ferite, condizionamenti, traumi e maschere sociali.

 

Il paradosso estremo rappresentato da questa tragica vicenda di cronaca acutizza la percezione della frammentarietà dell’io, la sua ricerca perenne di un’unità che inconsciamente coinvolge il piano dell’Anima.

La fame di amore che prova il protagonista, la stessa che ogni essere umano sperimenta nel corso dell’esistenza, viene nell’infanzia di Billy negata, manipolata, inquinata, con una violenza che porta a replicare l’unica modalità nota e familiare.

Il talento dei tre attori, che per definizione indossano panni molteplici di altrettante vite, personalità, identità, crea un caleidoscopio di volti, corpi, voci interne che intrecciate ai contributi video, immersi in una scena cupa e fumosa ricreano il paesaggio interiore tormentato e dolorante di un’anima in pena.

Ed è proprio la molteplicità dei linguaggi che crea una “policromia” in questo allestimento, che in qualche modo evoca le moltitudini interiori del personaggio di Billy; il dissemblare e riassemblare continuo dei diversi piani – quello scenico, quello della realtà, quello delle diverse personalità del protagonista e dei personaggi indossati uno sopra all’altro dalle due attrici, e infine quello dei diverso linguaggi artistici – è la cifra di questo spettacolo, che come in un quadro di Piranesi lascia penetrare la luce negli angoli nascosti dei labirinti nei quali ci aggiriamo insieme agli attori.

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Schegge di memoria disordinata a inchiostro policromo

regia di Fausto Cabra
drammaturgia Gianni Forte
con Raffaele EspositoAnna GualdoElena Gigliotti


produzione Teatro Franco Parenti

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