Il 3 febbraio è stata festa grande al MIC di Milano per Bruno Bozzetto: in occasione del suo 88esimo compleanno, la cineteca, che ha ospitato la mostra LA POP ART ANIMATA DI BRUNO BOZZETTO per un anno intero (fino al 14 marzo), ha invitato tutti coloro che apprezzano l’arte di Bozzetto a partecipare al Bozzetto Day, una serata di festeggiamenti seguiti da un dialogo fra Bruno Bozzetto e i suoi ospiti, gli amici e colleghi Maurizio Nichetti e Maurizio Micheli, protagonisti del film Allegro non troppo (1976), di cui è seguita la proiezione.

Durante l’incontro introduttivo alla proiezione del film, Bruno parla della difficoltà di proporre innovazioni al pubblico: un coraggio che alla fine nel suo caso è stato ripagato, dal momento che Allegro non troppo viene proiettato con successo da oltre 50 anni.
Maurizio Nichetti e Maurizio Micheli intervengono raccontando l’esperienza delle riprese del film, durate sette intensi giorni, condivisi con un gruppo di donne “âgé”, con i loro costumi da charleston e tanta allegria; raccontano del divertimento, ma anche dell’impegno di suscitare il riso attraverso la maschera della serietà, delle sessioni di improvvisazione e della creatività generale di un’opera unica nel suo genere.

Il film alterna il piano reale-surreale a quello del disegno animato: l’intento di Bozzetto era creare una rottura fra il mondo reale e quello fantastico, affermando che quest’ultimo riesca a imprimersi maggiormente nella mente del pubblico.


Le scene girate dal vivo sono in bianco e nero in contrasto con i colori del film di animazione, suddiviso in sei episodi collegati ad altrettanti brani musicali (Prélude à l’après-midi d’un faune di Claude Debussy, Danza Slava n. 7 op. 46 di Antonín Dvořák, Boléro di Maurice Ravel, Valse Triste di Jean Sibelius, Concerto in Do Maggiore di Antonio Vivaldi, L’uccello di fuoco di Igor Stravinskij)
Il film di animazione, un tripudio di colori e forme, veicola, attraverso la vividezza e la vivacità delle sue immagini, temi urgenti all’epoca come al giorno d’oggi: il consumismo, l’ecologia, la corsa al potere, e argomenti universali come la solitudine, la perdita degli affetti, il desiderio di continuare a vivere delle persone anziane.
L’intera opera si avvale del linguaggio della metafora e del surreale, immergendo il pubblico in una dimensione di sogno e di gioco che arriva a far incontrare personaggi in carne ed ossa con le creature nate dalla matita di Bozzetto (incluso il sig. Rossi, che appare in un cameo); il linguaggio del disegno animato, leggero e arioso, rivela la sua potenza espressiva, comunicativa e catartica nel veicolare tematiche che riguardano l’esistenza umana.
“Il più bel regalo di compleanno è che dopo tanti anni questo film continua a piacere”, dichiara Bruno Bozzetto, artista ed essere umano sensibile che riesce a fare della sua arte uno strumento di consapevolezza sempre maggiore.
Grazie Bruno, perché anche noi abbiamo ricevuto un dono prezioso.
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