Al Teatro Carcano di Milano è andato in scena Moby Dick, uno spettacolo ispirato alla celebre opera di Herman Melville.

Il palcoscenico come una grande imbarcazione che viaggia in un mare oceano enigmatico, un magma acqueo che culla e sconquassa la ciurma del capitano Achab (Moni Ovadia), imbarcata in un’impresa epica che parte da una ferita privata, e arriva a segnare i destini di più persone.

Il vascello Pequod diventa una gabbia dove le emozioni e la sete di rivalsa ribollono, fino a squarciare il cielo che si unisce al mare in una tempesta umana e naturale.

La leggendaria balena bianca Moby Dick, evocata e mai avvistata dalla ciurma, occupa un posto ingombrante nel cuore in tempesta di Achab, per aver divorato non solo la sua gamba, ma anche e soprattutto una parte di anima. Incurante del pericolo per sé e per i suoi marinai, Achab le dà la caccia in tutti i mari, senza temere la morte, ma anzi, forse cercandola. Starbuck, suo alter ego e voce della coscienza, cerca di tenere salda la vela e insieme l’equilibrio del cuore e del raziocinio fino alla fine.

In un crescendo di tensione ed emotività emergono le personalità dei singoli personaggi, che uno alla volta si svelano e cedono alla fragilità nascosta dietro il velo della spacconeria.

Ismaele, l’unico sopravvissuto, testimonierà la tragica vicenda e i suoi protagonisti.

Ma chi è davvero la mitologica balena bianca Moby Dick? L’incarnazione dell’ossessione dell’odio condensato e divenuto pietra che distrugge la vita, un’illusione che cattura e alla fine imprigiona chi la nutre senza discernimento.

Moni Ovadia svetta sulla scena carismatico e potente, esprimendo con intensità le sfaccettature dell’animo umano, affiancato da un cast di attori che si muovono agili in una danza fluida come le onde del mare, agganciando l’attenzione fino alla fine.

La scelta dell’allestimento scenico, con le immagini in movimento del mare come creatura viva, risulta molto efficace nel rendere l’atmosfera di un paesaggio che è soprattutto interiore.

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MOBY DICK

di Herman Melville

con Moni Ovadia 

e con MATTEO MILANI, GIORGIO BORGHETTI
Nicolò Giacalone, Pap Yeri Samb, Filippo Rusconi, Giuliano Bruzzese, Moreno Pio Mondì, Marco Delle Fratte

adattamento Micaela Miano

regia Guglielmo Ferro 

scenografie Fabiana Di Marco 

costumi Alessandra Benaduce 

musiche Massimiliano Pace

fotografie Riccardo Bagnoli 

produzione Centro Teatrale Bresciano, Teatro Quirino, Compagnia Molière

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